Domitilla e Daniel, da Almenno SB al Sudafrica: al via la beatificazione dei due 'angeli dei disabili'

Eleonora Busi 12/04/2021 0 commenti

Quella di Domitilla Rota e Daniel Hyam è una storia d'amore lunga decenni, nata e cresciuta nella carità verso il prossimo nella lontana Sudafrica dove insieme hanno aperto due case di accoglienza per ragazzi affetti da gravi handicap. I due coniugi, lui un soldato alleato sudafricano scomparso nel 2012 e lei originaria di Almenno San Bartolomeo scomparsa nel 2011, potrebbero ora diventare Beati: nella Cattedrale di Johannesburg, l'arcivescovo Buti Joseph Tlhagale ha dato il via al processo di beatificazione – annunciato nel febbraio 2019 – al cui termine verranno inviati gli atti alla Congregazione vaticana.

A far incontrare Domitilla e Daniel nel 1943 è stato il destino. Erano i tempi della Seconda Guerra Mondiale e lui, dopo essere evaso da un campo di prigionia a Grumello del Piano, si rifugia sulle colline dell'Albenza, in territorio di Almenno San Bartolomeo, dove trova ospitalità dalla famiglia di Domitilla che, al tempo, già cullava in cuor suo il desiderio di raggiungere l'Africa come missionaria. La guerra finisce e Daniel torna al paese natio, dove termina gli studi e nel 1947 torna ad Almenno per sposare la sua Domitilla.

Partono subito alla volta del Sudafrica, a Johannesburg, dove costruiscono la propria famiglia – di sangue e non: insieme hanno sei figli e nel 1967, dopo vent'anni, aprono “Little Eden” dove accolgono tutti quei ragazzi affetti da gravi handicap (anche mentali) che non possono essere seguiti dalla famiglia d'origine. I due coniugi ne ospiteranno più di 300 nel corso degli anni, accogliendo fra le proprie mura nel 1971 anche Stephani, una bimba di colore, sfidando la politica razziale che al tempo vigeva nel Paese. In seguito, nel 1991, viene aperta una seconda struttura.

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Domitilla e Daniel si sono distinti come esempio di umanità e amore, tanto da aver ricevuto nel tempo diversi riconoscimenti. “L'eroina del Sudafrica”, così Nelson Mandela salutò Domitilla, quando la incontrò nel 2002: una vita spesa per gli altri, due fondazioni ora in eredità ai famigliari – che le portano avanti fra donazioni e sussidi statali – e un'associazione, la “Domitilla Rota Hyams Onlus”, un importante ponte fra la Bergamasca e Johannesburg, città dove ha preso il via il processo di beatificazione dei due “angeli dei disabili”.

Siamo immensamente felici per questo evento – ha commentato Gianbattista Brioschi, membro del Consiglio dell'Associazione Domitilla Rota Hyams Onlus ed ex sindaco di Almenno San Bartolomeo, intervistato da L'Eco di Bergamo – La loro opera di carità è stata eccezionale, pensando soprattutto che era iniziata durante l'apartheid. Speriamo che un giorno possiamo chiamarli Beati”.

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(Fonte: L'Eco di Bergamo)
(Immagine in evidenza: Associazione Domitilla Rota Hyams Onlus via Facebook)

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