Meno tasse in montagna con la Zona Economica Speciale, la proposta della Provincia al Governo

Redazione 13/04/2021 1 commenti

Spopolamento e mancanza di lavoro – che portano abbandono e mancanza di servizi – sono tra le maggiori criticità delle aree montane. E così la Provincia di Bergamo ha approvato all'unanimità, in Consiglio provinciale, la proposta di chiedere al Governo e al Parlamento l'istituzione di una di una Zona Economica Speciale per le aree montane della Bergamasca e l’inserimento nei provvedimenti di fiscalità di vantaggio analogamente a quelli previsti nella legge di bilancio 2021.

Come si legge La Provincia di Bergamo invita inoltre la Regione Lombardia a “farsi promotrice della richiesta di ZES speciali di montagna con fiscalità di vantaggio per il territorio montano della Provincia di Bergamo e di legiferare, come fatto con la Legge Regionale 8 luglio 2015, n. 19 che ha riconosciuto la specificità montana alla Provincia di Sondrio, anche per le restanti aree montane lombarde rientranti nei progetti previsti dalla Strategia Nazionale per le Aree interne (SNAI) in modo da attuare il principio costituzionale sancito dall’art.44 ed evitare che si creino ulteriori differenziazioni di sviluppo nei territori montani”.

“L'obiettivo – spiega Demis Todeschini, consigliere provinciale - è quello di portare a casa un'area che riconosca le debolezze e le criticità della montagna bergamasca. Io in Consiglio ho segnalato, agganciandomi agli ultimi dati pubblicati dalla Comunità Montana Valle Brembana, i tassi di natalità estremamente bassi, quasi la metà di quelli nazionale. E il basso livello dei redditi dei Comuni montani. È evidente l'esigenza di compensare lo svantaggio competitivo che purtroppo, oggi, i territori montani presentano in termini di lontananza dai grandi flussi economici, per rilanciare il loro territorio e le loro attività con sconti IRPEF, esenzioni per nuove attività, sburocratizzazione, investimenti infrastrutture, mantenimento servizi nel territorio".

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"Questo - prosegue Todeschini - non rappresenterebbe per lo stato un costo, ma un investimento. Perché a fronte di minori entrate, almeno temporaneamente, comunque minimali, si otterrebbero la nascita di tante attività, il rilancio dei territori montani, una barriera contro lo spopolamento e miglior efficienza dei servizi pubblici. In fin dei conti sarebbero economie positive per i conti dello Stato. 

Ora la palla passa a Regione Lombardia, alla quale abbiamo anche chiesto un riconoscimento di uno stato simile a quello della provincia di Sondrio, che è provincia interamente montana. Oggi le ZES  sono appannaggio solo delle regioni più povere del Sud. Ringrazio il presidente Gianfranco Gafforelli per la sensibilità nei confronti della nostra montagna e anche Alberto Mazzoleni, vice presidente di UNCEM, che ha presentato nel dettaglio la proposta in Consiglio provinciale”.

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Photo Credit: Matthew Ghera via Wikimedia

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COMMENTI

maja polenta 15/04/2021

Mè sò come San Tomàs...Mi starà a ét !

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