Oltre il Colle, la Cattedrale Vegetale distrutta dal maltempo continuerà a crescere

Eleonora Busi 09/10/2020 0 commenti

Dopo il disastroso nubifragio del 28 ottobre 2018, cosa ne è stato della Cattedrale Vegetale di Oltre il Colle? Dell'ambizioso progetto di land art, che aveva preso il via nel 2010, le forti raffiche di vento ne avevano raso al suolo i due terzi, abbattendo 42 colonne di legno – necessarie per la crescita dei faggi – lasciandone intatte soltanto 5. Nel marzo del 2019, la volontà era di dare una seconda opportunità al progetto, e così è stato: ad oggi, 10 anni dopo il suo avvio, l'opera non è stata abbandonata e, anzi, l'impegno è quello di farle raggiungere l'obiettivo iniziale di diventare uno dei più importanti esempi europei di arte naturale.

Le cinque colonne rimaste – ha spiegato il vicesindaco di Oltre il Colle, Pierangelo Manenti, a L'Eco di Bergamo – sono state ancorate a terra con cavi di acciaio. Serviranno per far vedere come era all'inizio la Cattedrale. Le piante, ci sono ormai tutte, ne mancano due o tre, ma saranno posizionate. In questi mesi è stata fondamentale la cura prestata da un nostro volontario, Pierangelo Palazzi, che si sta occupando della crescita della Cattedrale”.

Per l'opera vegetale è, inoltre, previsto anche un progetto per rendere la Cattedrale una sorta di museo a cielo aperto, curato dal Centro di Etica Ambientale. “Con della cartellonistica – ha spiegato il presidente del Parco delle Orobie, Yvan Caccia andremo a raccontare ai visitatori la sua storia, dall'ideazione fino al nubifragio che ne ha distrutto le colonne portanti. Da un lato, quindi, la Cattedrale continuerà nel suo percorso, dall'altro racconteremo quello che la stessa natura ne ha fatto a metà”.

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La Cattedrale nasce nel 2010 da un'idea dell'artista Giuliano Mauri, morto nel 2009, che aveva realizzato la prima opera nel lodigiano, dove ebbe molto successo e da cui è scaturita la volontà di riprodurre il progetto anche in bergamasca, voluto fortemente dal Parco delle Orobie e dai Comuni di Oltre il Colle, Roncobello e Ardesio. La Cattedrale, costruita secondo l'antica arte dell'intreccio che prevede l'uso di legno flessibile, picchetti, chiodi e corde, si propone di rilanciare e di valorizzare la ricchezza e l'unicità della flora vegetale delle Orobie Bergamasche.

Nei 20 anni successivi i faggi di cui era costituita, crescendo fino a 13 metri di altezza, non avrebbero più avuto bisogno di ingabbiature che marcendo sarebbero cadute al suolo, liberando così la pianta nella sua vera forma. Prima della sua distruzione, nella particolare Cattedrale sorgevano 42 colonne suddivise in cinque navate per 1800 pali di abete, mentre ora soltanto 5 hanno mantenuto la colonna originale. Ma la sua crescita, nonostante la difficoltà, è destinata a continuare nel futuro, con l'obiettivo di raggiungere l'ambito traguardo voluto dal suo ideatore originale.

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(Fonte: L'Eco di Bergamo)

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