Ospedale di S.Giovanni: il Papa Giovanni chiede ai sindaci un confronto sui reali bisogni della valle

Redazione 21/09/2021 0 commenti

Sicurezza e appropriatezza delle cure sono i binari su cui continuare a costruire il futuro dell'ospedale di San Giovanni Bianco. A ribadirlo, di fianco alla direzione del Papa Giovanni, i direttori di dipartimento Luca Lorini, Stefano Fagiuoli e Luigi Da Pozzo, convocati insieme ai sindaci della Valle Brembana, dal Prefetto di Bergamo dott. Enrico Ricci per un momento di confronto a partecipazione allargata rispetto al tavolo tecnico da tempo istituito dal Papa Giovanni sulle prospettive dell’ospedale di San Giovanni Bianco.

“Obiettivo dell'incontro – ha detto il Prefetto Ricci – è di delineare un quadro chiaro sugli orientamenti dell'ASST Papa Giovanni XXIII in merito all'ospedale di San Giovanni Bianco e sulle richieste dei Comuni. E’ importante ricondurre la discussione a un confronto tecnico e di merito per affrontare eventuali aree di miglioramento”.

La delegazione dell’ospedale Papa Giovanni XXIII guidata da Maria Beatrice Stasi, direttore generale e da Fabio Pezzoli, direttore sanitario era composta anche da Simonetta Cesa, direttore UOC Direzione Professioni Sanitarie e Sociali, Giulia Bombardieri, dirigente medico UOC Direzione Medica, Eleonora Rodeschini, coordinatore infermieristico ospedale San Giovanni Bianco.

Sotto la lente l’evoluzione dell’ospedale di San Giovanni Bianco, dettata, secondo i clinici tra i più riconosciuti dalla comunità scientifica internazionale,  da numeri e bisogni, con al centro la sicurezza del paziente.

“Ciò che ci fa prendere le decisioni - hanno spiegato i vertici dell'ospedale intervenuti a testimonianza di quanto le decisioni della direzione dell'ospedale siano prese in base alla qualità delle cure - è la salute e la vita dei nostri pazienti. Quindi il nostro impegno, anche nei confronti dei pazienti di San Giovanni Bianco, è analizzare le reali esigenze della valle e rispondere con cure e servizi di una medicina sviluppata, all'avanguardia. Lo si è visto in periodo di Covid. Occorre guardare alle priorità e alla sicurezza. Invitiamo i sindaci ad aprire un confronto di merito, clinico e medico, sui reali bisogni della popolazione. Un tavolo di studio e analisi con al centro la sicurezza del paziente in un iter diagnostico terapeutico appropriato, puntuale e tempestivo che permetta di agire in sicurezza con velocità di approccio”.

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Il Direttore Generale ha assicurato non solo il mantenimento di quei servizi di cura previsti per un ospedale di base in zona disagiata (come definito dal DM 70/2015 in attesa di attuazione a cura di Regione Lombardia) con indicazioni che hanno l'obiettivo di favorire l'erogazione di cure appropriate e sicure, la definizione della rete di offerta ospedaliera, concentrando competenze di alta specialità nei centri nei quali sono presenti i servizi e le discipline in base ad un loro adeguato funzionamento negli altri presidi ospedalieri.  Il direttore ha anche assicurato investimenti significativi in base al PNRR per realizzare un ospedale di comunità in aggiunta ai servizi già offerti. Numerose le iniziative già intraprese.

Dal punto di vista del personale, in Medicina Interna, nel mese di maggio è arrivato un nuovo specialista a cui si è aggiunta una collega rientrata da congedo. Dal primo di novembre entrerà in servizio un nuovo medico dalla Nefrologia del Papa Giovanni XXIII per rafforzare il centro dialisi già particolarmente attivo a San Giovanni Bianco e, sempre nel mese di novembre, partirà un potenziamento delle attività di chemioterapia attraverso il reclutamento di una figura specialistica esperta proveniente dalI'oncologia del Papa Giovanni XXIII.

La finalità è potenziare un'attività che è opportuno resti vicina ai luoghi di residenza dei cittadini con la supervisione del Papa Giovanni. Inoltre, nell’ambito dei progetti che riguardano l’istituzione di ospedali di Comunità, l’Asst ha trasmesso a Regione Lombardia un progetto per l’incremento di posti letto per attivare l’ospedale di Comunità all’ultimo piano, attualmente non utilizzato, a gestione prevalentemente infermieristica, secondo le indicazioni del PNRR che stabilisce gli standard per queste nuove strutture di ricovero indicate per quei pazienti che, a seguito di un episodio di acuzie minori o per la riacutizzazione di patologie croniche, necessitano di interventi sanitari a bassa intensità di cura”.  

Per l’attivazione di questa struttura, l’Asst ha richiesto a Regione Lombardia un investimento di circa 2 milioni di euro che andrebbe ad aggiungersi alle significative risorse che il sistema Regione sta investendo in modo continuo e con progettualità precise con finalità di messa in sicurezza ed efficienza del presidio. 

I rappresentanti dell'ASST Papa Giovanni hanno evidenziato che significative sono le risorse utilizzate per la messa in sicurezza dell’edificio, per l’acquisto di nuove tecnologie già in funzione nelle sale operatorie (una colonna laparoscopica dal valore di 75.000 euro e 4 tavoli operatori per 215.000 euro), per  i lavori di adeguamento dell’impianto elettrico e di condizionamento delle sale operatorie del secondo piano (1.131.000 euro), per attrezzare l’ambulatorio di Endoscopia con una nuova colonna (180.000 euro), intercambiabile con il Papa Giovanni XXIII, per migliorare gli standard del servizio offerto, per dotare l’ambulatorio di Otorinolaringoiatria di un nuovo audiometro e impendenzometro (10.000 euro)  e per acquistare letti bilancia di ultima generazione per il centro dialisi. Importanti anche gli investimenti informatici per mettere in rete con l’ospedale Papa Giovanni la Radiologia e il Laboratorio, per attivare la cartella clinica informatizzata e per completare la farmaco-prescrizione informatizzata in Week Surgery (in linea completa con l’Ospedale Papa Giovanni. 

Per quanto riguarda le attività ambulatoriali svolte con strumentazioni aggiornate e personale adeguato è recente l’attivazione di un potenziamento della ginecologia per consentire l'effettuazione di visite, ecografie e colposcopie, oltre la gestione degli eventuali rientri dal Pronto Soccorso, l’attivazione di un servizio di odontostomatologia rivolto ai bisogni degli utenti fragili e disabili. Ulteriori iniziative potranno essere valutate dal tavolo tecnico per un’analisi di percorribilità e fattibilità proposto nel corso dell’incontro e favorevolmente accolto dai Sindaci.

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