S.Pellegrino, il Grand Hotel torna al suo antico splendore: intanto si cercare un gestore

Eleonora Busi 31/05/2021 0 commenti

Il piano rialzato del Grand Hotel di San Pellegrino Terme, quello dove si trova l'ingresso, è ufficialmente tornato al suo antico splendore. Un cantiere lungo cinque anni ad opera dell'impresa Intercantieri Vittadello di Padova, concluso a quarantadue anni dalla chiusura di questo storico albergo che ha ospitato fra le sue mura alcuni dei personaggi più illustri di un'intera epoca – dalla Regina Margherita di Savoia al Premio Nobel Salvatore Quasimodo.

Dopo un primo lotto di quasi 3 milioni di euro avviato nel biennio 2008-2009, il secondo (e principale) lotto di ristrutturazione ha preso il via nel 2016, grazie ad un finanziamento statale di 18 milioni e 650 mila euro erogato nel 2014 nell'ambito dell'iniziativa “Cantieri in Comune”.

I lavori hanno permesso il completo restauro del piano terra, il più importante dal punto di vista artistico, la demolizione e successiva ricostruzione delle cucine, nonché interventi di consolidamento strutturale dell'immobile e di tutte le solette, oltre che il rifacimento della cupola centrale e la sistemazione di tutti i serramenti esterni. Ai lavori ha partecipato anche la AB Parquet di Angelo Belotti di Serina, che ha ripristinato le preziose pavimentazioni in parquet recuperate dalle originali.

Il prossimo 7 giugno partirà un secondo cantiere – dalla durata di circa sei mesi – da circa 700 mila euro (compresi nel finanziamento statale) assegnato all'impresa Guerinoni Costruzioni di Dalmine e all'Azienda Agricola Vivai Cattaneo di Valbrembo, che consentirà di sistemare le aree esterne al Grand Hotel ed in particolare l'area di fronte all'ingresso, la recinzione e le zone laterali. Gli interventi ed i lavori di ripristino di questo “gigante” del liberty hanno, chiaramente, uno scopo: trovato un gestore che voglia completarne la ristrutturazione, stimata a circa 26 milioni di euro, per la quale il Comune comparteciperà con un contributo finanziario a fondo perduto di 3 milioni di euro ricevuto nell'ambito di un bando regionale.

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L'ultimo bando, scaduto a febbraio, è andato deserto. Anche se, in realtà fino allo scorso anno (prima dello scoppio della pandemia) la situazione pareva essere ormai ad un punto di svolta con ben quattro le realtà che si erano fatte avanti, fra cui anche QC Terme di Quadrio Curzio, lo stesso gestore della Spa di San Pellegrino. Poi quarantene e chiusure hanno portato ad un nulla di fatto.

Ora l'Amministrazione Comunale pensa di riproporre un nuovo bando per completamento e gestione a giugno, con l'auspicio che ad emergenza sanitaria finita, possa rialzarsi l'interesse per questo piccolo gioiellino liberty che si presta a più destinazioni d'uso oltre a quella di semplice albergo: dalla potenziale sede brembana dell'Università degli Studi di Bergamo, ad un centro di ricerca sanitario fino ad un luogo di accoglienza destinato alla terza età, con appartamenti e servizi comuni.

Se il bando dovesse ancora andare a vuoto, l'idea è quella di proporre la sola gestione del piano terra, ora completamente utilizzabile. Intanto, proprio in quei luoghi appena ristrutturati, potrebbero anche ripartire le visite guidate al pubblico, come già avveniva in passato. Una proposta è di aprire le porte del Grand Hotel durante la Settimana del Liberty, in programma per luglio.

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