Scuole superiori bergamasche crescono, ma non in Val Brembana: 30 iscritti in meno tra alberghiero e Turoldo

Eleonora Busi 19/02/2020 0 commenti

I numeri degli iscritti alle scuole superiori sono in crescita e si stima continueranno anche per i prossimi anni: un trend controcorrente rispetto all'attuale tema dello spopolamento, quello che si evince dai dati raccolti ed elaborati dall'Ufficio Istruzione, Formazione e Lavoro della Provincia di Bergamo, coordinato dal dottor Silvano Gherardi.

Secondo lo studio, il numero degli studenti iscritti è destinato ad aumentare anche nei prossimi tre o quattro anni, passando da 11.140 iscritti al primo anno a 11.424, ovvero 284 in più. Un altro elemento in evidenza riguarda il calo dei licei dell'1,52% , a fronte invece della crescita delle scuole tecniche (5,20%), professionali in istituti statali (+6,89%) e professionali delle istituzioni di formazione professionale, come quello di San Giovanni Bianco, che aumenta del 4,35%.

Presenti fra i dati raccolti anche due scuole della Valle Brembana: l'Istituto Superiore David Maria Turoldo e l'Istituto Superiore San Pellegrino, entrambi però in calo. Per quanto riguarda l'Istituto di Zogno, i nuovi iscritti dell'anno scolastico 2019/2020 ammontavano a 259, mentre per il prossimo (2020/2021) risultano 240, ovvero una differenza di 19 studenti e dunque un calo del 7.34%. Per quanto riguarda, invece, l'Istituto di San Pellegrino, il divario è leggermente più ampio: 124 gli iscritti nell'anno scolastico in corso, 113 il prossimo: un calo di 11 studenti, ovvero dell'8,87%.

Un quadro generale della provincia bergamasca vede, per quanto riguarda i licei, l'indirizzo artistico fra i favoriti con un aumento del ben +19,65%, a cui segue il liceo delle scienze applicate a +6,99%. Il liceo linguistico, fra i più quotati negli anni precedenti, subisce un -14,30%, a braccetto con il liceo delle scienze umane al -11,34%, quest'ultimo però compensato dall'ingresso in corsa con il +15,31% del percorso professionale, che propone lo studio della stessa tipologia di materie. Parlando sempre di professionali, un altro incremento significativo è quello di industria e artigianato Made in Italy e di Servizi Commerciali, mentre in ambito tecnico prendono quota il percorso Costruzioni Ambiente e Territorio (+36,92%), il biennio comune di elettronica ed elettrotecnica ed il biennio comune di agraria.

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C'è una sorta di inversione di tendenza – ha spiegato Claudio Cancelli, consigliere delegato all'Istruzione per la Provincia di Bergamo, a L'Eco di Bergamo – rispetto alla scelta del tipo di istruzione: in provincia di Bergamo, crescono più i tecnici e i professionali e questo è davvero significativo non solo perché è una risposta alle necessità del territorio, ma anche perché è un segno di valorizzazione di percorsi che spesso tendono ad essere svalutati, dei quali a volte si fa fatica a trasmettere il valore. Particolarmente interessante è quella di ABF, Azienda Bergamasca Formazione, che aumenta il numero di iscritti in modo significativo, anche rispetto all'anno precedente. Una crescita che viene registrata in tutte le sue articolazioni territoriali sia nei differenti percorsi proposti”.

Per quanto riguarda invece la localizzazione delle scuole scelte dai ragazzi – ha affermato Delia Rinaldi, responsabile dei servizi di istruzione e programmazione della rete scolastica – se è vero che la città rimane sempre un polo molto attrattivo, come in effetti è sempre stato, non si può dire che gli altri poli, quelli in provincia, non reggano. Anzi, tutti registrano numeri significativi di iscrizioni”. Fra questi non compaiono gli istituti della Valle Brembana; tuttavia, i tre più quotati risultano essere il Decio Celeri di Lovere (18,05%), il Simone Weil e l'Archimede di Treviglio.

Non possiamo dire che il calo demografico non ci sia – ha sottolineato Claudio Cancelli, consigliere delegato all'Istruzione per la Provincia di Bergamo – ma per ora si sente più sulle scuole dell'infanzia. Alle superiori si farà sentire almeno fra quattro anni, e infatti quest'anno sulle iscrizioni alle classi prime abbiamo registrato un buon incremento. Non si tratta di numeri irrisori, anche perché spesso questi incrementi si concentrano su determinate aree e questo crea potenzialmente problemi di spazi”.

Quello degli spazi è un problema affrontato da tempo dalla Provincia. “Ci sono situazioni in cui l'incremento di iscrizioni è stato significativo – ha concluso Cancelli – Si tratta di una serie di realtà che stiamo attentamente valutando e dove andremo ad intervenire in modo puntuale. Le soluzioni da adottare potranno essere la razionalizzazione degli spazi esistenti, con eventuali piccoli interventi, oppure potremo prendere in considerazione un incremento delle locazioni, per le quali, però, non abbiamo a disposizione molte risorse”.

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