Sofia Goggia a Foppolo con la sua medaglia olimpica: ''Qua, la culla dei miei sogni''

Eleonora Busi 09/08/2021 0 commenti

Fra i tanti ed emozionanti successi, gli incredibili record azzurri e gli esempi di grande sportività, quella appena conclusa è stata un'Olimpiade che verrà ricordata nella storia e resterà nel cuore di tanti, degli atleti che l'hanno vissuta ma anche per coloro che hanno potuto vivere l'emozione soltanto a migliaia di chilometri di distanza.

“Vincere l'Olimpiade è qualcosa di talmente grande che, a parer mio, rimane quasi inconcepibile – con queste parole la campionessa di “casa” Sofia Goggia ha voluto commentare la competizione atletica più importante –, è un concetto talmente puro, perfetto e sublime da rimanere in una sorta di Iperuranio”. La conosce bene quella sensazione Sofia, che nel 2018 – sembra ormai una vita fa – ha conquistato la medaglia d'oro nella discesa libera femminile alle Olimpiadi Invernali di PyeongChang, diventando la prima italiana a conquistare il titolo olimpico nella specialità.

“La vedo lì, è magnifica, è vera ed è per sempre – prosegue – forse non sono ancora riuscita a realizzare. La mia attenzione viene ora catturata dalle interviste degli atleti che hanno appena vinto e che, ancora increduli e pervasi dall'emozione, parlano di come questo fosse il loro sogno sin da piccoli: ancora stentano a crederci”.

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Un punto di partenza, l'inizio di ogni cosa, ogni passione, aspirazione ed emozione: tutti ne abbiamo uno. E per la campionessa bergamasca quel nastro di partenza, quel luogo ameno dove ha imparato ad amare uno sport che le ha regalato tanta gioia e soddisfazione, è proprio la nostra Valle Brembana, a Foppolo, dove ha mosso i suoi primi passi sugli sci.

“Ieri mi è tanto venuta la voglia di tornare nel luogo che ha costituito la culla dei miei, di sogni, portando anche, per la prima volta, quell'oggetto del metallo più bello: sono tornata a Foppolo con la mia medaglia”. Fa un effetto incredibile, a pensarci: il simbolo di un piccolo, grande miracolo sportivo avvenuto su nevi così lontane, che si staglia nella sua lucentezza fra il verde estivo di quelle che – in inverno – sono le piste da sci che hanno formato generazioni di sciatori.

“Qui, seduta in cima al Montebello, guardando il piccolo grande comprensorio da cui sono partita rivedo tutto – conclude la giovane atleta – Le prime curve, le piste, rivivo nel cuore e nella mente il percorso, vedo i sogni di me da piccola e allo stesso tempo, con estrema gratitudine, li stringo forte nelle mie mani. Mi sento emozionata per tutto questo, ma anche per quello che ho vissuto in questi giorni tramite Tokyo e... mi sento di dire che per me, per Sofia Goggia, non c'è nulla, nulla di paragonabile all'Immensità dell'Olimpiade. Peso e sorrido... perché mi dovessero chiedere quale sia il mio sogno risponderei, a distanza di anni, con sincera emozione: lo stesso di quando ero bambina”.

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(Fonte immagini in evidenza: Sofia Goggia via Facebook)

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