''Sogno un calcio femminile al pari di quello maschile'', le voci delle giovani protagoniste della Coppa Quarenghi

Leandro Rinaldi 27/08/2021 0 commenti

Riparte il calcio giocato: questo, a fine agosto, è sinonimo di Coppa Quarenghi, maschile e femminile. Sono proprio le ragazze, classe 2007, ad aprire la rassegna sanpellegrinese venerdì 27 agosto, con la Juventus U15 che alza al cielo la coppa ai danni delle pari età dell'Inter. Le voci delle protagoniste accompagnano l’inizio di finalina e finale della quinta edizione, e dai loro piedi - ma soprattutto dal loro cuore - passa e passerà il futuro del calcio femminile, che da ormai qualche anno sta sgretolando, pezzo dopo pezzo, stereotipi e convinzioni di uno sport ancora figlio di un goffo e cieco maschilismo. Il calcio è (anche) donna, ormai è chiaro, ed evidentemente le cose stanno cambiando. Anche e soprattutto grazie a queste ragazze.

Anita Federici, tredicenne in forza alla Cremonese U15, ci parla prima del match contro l’Atalanta: “Io vengo da un piccolo paese in provincia di Cremona. Di solito gioco a centrocampo, ma in questo torneo sto giocando centrale di difesa”. A proposito del torneo “mi sto divertendo molto, anche con le mie compagne, ci troviamo molto bene”.

“Io gioco a calcio da quando ho cinque anni” racconta Anita “ho passato cinque anni nella squadra maschile del mio paese, e questo è il mio terzo anno alla Cremonese”. Un’esperienza sul campo sempre positiva. “Non ci sono mai stati episodi di maschilismo, è andato tutto liscio, qualche volta le squadre avversarie si stupivano di affrontare una ragazza tra gli avversari maschi, ma non era nulla di che”. La numero 14 della Cremonese dice di ispirarsi “ad Aurora Galli, che gioca nel mio ruolo, e a Sara Gama, la prima calciatrice che ho scoperto”.

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Impressioni positive anche da un’altra calciatrice del torneo. “Mi sto trovando bene, con tutte le altre compagne magari, all’inizio della partita, c’è un po’ di tensione, perché non si conoscono gli avversari. Io ho giocato fino ai 9 anni in una squadra maschile, ma poi le regole non permettono alle femmine di giocare con i maschi. Episodi di maschilismo? No, mai, diciamo che quando inizi a giocare nelle squadre più importanti le persone iniziano a considerarti un’atleta, prima vedono lo sport solo come un hobby: noi però ci alleniamo due ore al giorno per cinque giorni”.

“Sono felice, anche potevo giocare meglio – ci racconta Marta Innaccone, numero 10 e capitana della Juventus U15, vincitrice della Coppa Quarenghi 2021 - Da capitana cerco di dare l'esempio, non sempre ci riesco, sicuro do l'esempio a fare casino (rider ndr)”. E i sacrifici non mancano di certo se hai talento, ma non vivi a Torino. “Sono di Bra (Cuneo) – dice Iannaccone – , e quando vado in allenamento prendo il treno alle 14.30 e arrivo a casa alle 19.30, quattro volte a settimane. Ho fatto il primo anno nella squadra del Bra, ora sono alla Juve da 6 anni. Calciatore preferito in assoluto Paul Pogba. Mi ispiro molto a lui e infatti spesso tengo la palla invece di passarla (ride ndr). Mi piacciono molto anche le calciatrici della Juve come Rosucci, Gama, Bonansea”.

"Il primo anno al Bra - prosegue la giovanissima Iannaccone, parlando del rapporto con gli ex compagni maschi - non mi passavano la palla, poi quando hanno capito che giocavo come loro hanno cominciato a passarmi la palla e ora siamo amici. Purtroppo spesso si sentono cose che non si dovrebbero sentire. Ma spero che, in futuro, fra calcio femminile e maschile ci sia ancora più rispetto, come accade ad esempio nella pallavolo".

(Marta Iannaccone, capitana Juventus U15)

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