Un poliambulatorio per Zogno: l'idea del gruppo di minoranza ''Cittadini Zogno''

Eleonora Busi 26/05/2020 0 commenti

In un territorio duramente colpito dall'emergenza coronavirus, i consiglieri comunali del gruppo di minoranza “Cittadini Zogno” gettano uno sguardo sull'importanza dei servizi e delle strutture sanitarie locali, partendo dalla loro organizzazione.

I consiglieri hanno infatti lanciato una campagna per promuovere la realizzazione di un poliambulatorio che sia “moderno, efficiente ed accessibile” e raccolga nei suoi spazi medici di medicina generale e pediatri del territorio, personale infermieristico e di assistenza, una segreteria per gli appuntamenti, ricette, supporto e indicazioni per i cittadini, medici del lavoro e sportivi.

L'idea è stata accuratamente descritta in una lettera aperta, indirizzata oltre che a medici, pediatri e infermieri, anche agli Amministratori comunali, agli operatori delle Aziende socio-sanitarie territoriali, agli imprenditori, parroci e cittadini zognesi.

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La pandemia ha colpito duramente le famiglie zognesi con lutti e sofferenze; a tutti ha imposto enormi sacrifici e privazioni; ha esaltato l’abnegazione di medici, pediatri, infermieri, operai, imprenditori e volontari che hanno assicurato i bisogni fondamentali della popolazione; ma ha dimostrato la mancanza di presidi medici adeguati, diffusi sul territorio e interconnessi con gli ospedali” si legge nella missiva.

La proposta verrà presentata anche durante il prossimo consiglio comunale. “Un centro di salute e di medicina generale – prosegue la lettera – permette di erogare continuativamente e capillarmente servizi di assistenza primaria, di prevenzione, di diagnostica, di cura sul territorio a favore di tutti i malati e a vantaggio delle aziende dell’area industriale zognese che impiegano circa 1000 lavoratori”.

Per quanto riguarda le risorse, il gruppo ha le idee chiare: si potrebbe attingere dai 545mila euro che il Governo ha destinato a Zogno attraverso il decreto Rilancio, come contributo straordinario per le province più colpite.

L’esigenza nasce dall’urgenza di impedire una ripresa del contagio e dalla consapevolezza dell’importanza di possedere attrezzature che possano costituire un baluardo territoriale permanente a difesa della nostra salute, in rete con il sistema sanitario provinciale, regionale, nazionale – spiega il gruppo nella lettera – Siamo consapevoli che il progetto sia ambizioso ma una riflessione seria sul tema sanità è prioritaria”.

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