A Sant'Omobono è festa per le decane del paese: 106, 102 e 100 anni, un record di longevità

Eleonora Busi 20/07/2020 0 commenti

308 anni in tre, lo sguardo vigile ed un comune, radioso sorriso di riconoscenza: sono Maria Mazzucotelli, Antonietta (detta “Tonia”) Franchini – rispettivamente 100 e 106 anni, compiuti ieri 19 luglio – e la sorella Giuseppina (detta “Bepa”) Franchini, 102 anni compiuti a gennaio, tutte residenti a Sant'Omobono Terme. Sono le tre decane del paese, che in occasione del loro compleanno hanno ricevuto la visita del sindaco Ivo Sauro Manzoni e degli assessori Stella Sirtori e Catia Locatelli.

Un vero record di longevità per il paese valdimagnino, che ieri ha visto ben due delle sue ultracentenarie spegnere le candeline, circondate dall'affetto delle rispettive, numerose, famiglie. Antonietta Franchini, detta “Tonia” è la più anziana: è nata a Cà Casello, nella frazione Mazzoleni di Sant'Omobono, il 19 luglio del 1914. Da ragazza ha lavorato all'antico filatoio del paese e una volta sposata si è trasferita in Francia, a Montbrison.

Dopo venticinque anni è tornata in Valle Imagna, dove da allora vive in località Rizzolo di Mazzoleni insieme ad una delle sue tre figlie. La signora Tonia, infatti, può vantare l'affetto di sei nipoti e ben undici pronipoti, che tutti insieme l'hanno festeggiata per questo nuovo traguardo. “La festa, quest'anno, si è svolta in giardino – racconta Michela Baretti, moglie di uno dei nipoti – come da lei deciso. E pure il menu lo ha scelto lei”. Tonia gode di ottima salute, sia mentale che fisica. “Non credo ci siano segreti particolari per la sua longevità – spiega Michela – Ma sicuramente l'ha aiutata l'essere sempre ben disposta verso la vita e l'essersi mantenuta solare e gioiosa anche nelle avversità”.

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Ieri ha spento le candeline anche Maria Mazzucotelli: classe 1920, per lei quest'anno sono 100. Nata a Valsecca, da sempre è rimasta in paese dedicandosi all'agricoltura e svolgendo lavori da casalinga, come tutte le sue coetanee del tempo. A 24 anni si sposa con Fermo Vanoli, scomparso nel 1989, e dal loro amore sono nati i tre figli Angelo (deceduto due anni fa), Virginio e Tecla. Dopo il matrimonio, la signora Maria si è dedicata al cucito divenendo la sarta per la gente del posto. Ma ha sempre tenuto molto anche all'istruzione dei propri figli, permettendo loro di proseguire gli studi.

Ci teneva moltissimo anche a costruire la propria casa a Ca' Casetti, a Valsecca, e ci è riuscita – racconta la figlia Tecla Vanoli È la casa in cui abitiamo tutti ora. Il suo sogno si è realizzato”. Dalla mansarda della sua abitazione, Maria può godere indisturbata di un bel panorama sulla vallata. “Per la festa di compleanno, abbiamo lasciato fare ai giovani (la signora Maria ha 6 nipoti e 3 pronipoti, ndr) – racconta Tecla – Hanno organizzato tutto, realizzando anche degli striscioni per fare gli auguri alla nonna. Mia mamma Maria gode di ottima salute, sta bene mentalmente e fisicamente: la longevità scorre in famiglia, ma io credo che il segreto sia la mentalità dei suoi tempi. Quando ci si accontentava di quello che c'era”.

Sant'Omobono vanta anche una terza ultracentenaria. È Giuseppina Franchini detta “Bepa”, sorella della 106enne Tonia, che il 1 gennaio ha spento la sua 102esima candelina. Classe 1918, Bepa è nata a Cà Casello e ora risiede a Grumello – località nella parte alta della frazione di Mazzoleni – dove vive da quando si è sposata nel 1940. A quattordici anni ha cominciato a lavorare come cameriera in Città Alta, fino ai 22 anni quando ha sposato Erminio Personeni, un contadino di Mazzoleni di 9 anni più grande di lei. Erminio e Bepa si sono sposati il 3 gennaio del 1940, ma due mesi dopo suo marito è dovuto partire per la guerra.

La signora, che in tempo di guerra divenne madre di Erminia, Mariuccia e Giovanni, ricorda con ottimismo quegli anni: “Qua non abbiamo patito troppo la miseria in tempo di guerra – racconta Bepa – : avevamo latte grazie alle mucche e facevamo anche il grano. Si mangiava polenta, uova, stracchino che facevamo noi, verdura, riso con il latte, pasta. Riuscivamo a vendere un po' di latte ai nostri compaesani. Non abbiamo sofferto la fame come altri, ma non compravamo quasi nulla. Ad esempio, come sale usavamo quello delle mucche, che non è raffinato, e lo lavavamo. Quasi tutto quello che mangiavano lo producevamo noi”.  Oltre ai tre figli avuti in tempo di guerra, Bepa ha poi avuto altre tre figlie: Daniela, Carla e Rosy , tutte partorite in casa, a Cà Grumello, con il solo aiuto della levatrice.

Il sindaco di Sant'Omobono Terme Ivo Manzoni, con gli assessori Stella Sirtori e Catia Locatelli, ha fatto visita alle decane del suo paese donando loro un mazzo di fiori. “Abbiamo voluto portare il nostro sincero augurio di buon compleanno alle nostre tre concittadine più anziane – spiega il sindaco Manzoni – a nome dell'Amministrazione comunale e dell'intera comunità di Sant'Omobono. Le signore sono state molto contente di questa sorpresa. Un grazie soprattutto ai famigliari che ogni giorno si prendono cura di loro con amore e affetto, così come tante altre famiglie del nostro paese che si occupano con cura degli anziani”.

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