''La nostra viabilità è da terzo mondo, la Paladina-Villa d'Almè va inserita nel piano Italia Veloce'', l'appello di S.Pellegrino e Zogno

Eleonora Busi 20/07/2020 1 commenti

Quella della Tangenziale Sud di Bergamo è una storia travagliata, lunga ben 15 anni. Divisa in tre lotti di costruzione, di particolare interesse per il nostro territorio è quello che riguarda il tratto da Paladina a Villa d'Almè, il cui completamento è una battaglia portata avanti da tempo dalle Amministrazioni Comunali e dalle Comunità Montane di Valle Brembana e Valle Imagna e che, nel corso degli anni, ha visto numerosi rinvii, investimenti monetari e solleciti.

Così il sindaco di San Pellegrino Terme Vittorio Milesi, il vicesindaco di Zogno Giuliano Ghisalberti e le rispettive Amministrazioni Comunali hanno inviato una nuova richiesta, indirizzata alle autorità, per valutare la possibilità dell'inserimento del finanziamento dell'opera nel piano “Italia Veloce”, il piano di investimenti per il rilancio dell'economia a firma del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Abbiamo accolto con grande fiducia e speranza la recente dichiarazione di disponibilità della Ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti on. Paola De Micheli – si afferma nel documento – e vogliamo pertanto confidare che questa attenzione e sensibilità possano essere concretamente assicurate anche alle realtà delle Valli Brembana e Imagna attraverso la realizzazione a cura di Anas Spa del 3° lotto Paladina-Villa d’Almè della tangenziale sud, nei tempi più brevi possibili, seguendo l’esempio e le procedure sperimentate nella ricostruzione del Ponte di Genova”.

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La storia della Tangenziale Sud – La prima sottoscrizione di un Protocollo d'Intesa fra MIT, Regione Lombardia e Provincia di Bergamo per la sua realizzazione risale al 2005, mentre l'anno successivo viene sottoscritta una convenzione fra Anas Spa e la Provincia che prevedeva un finanziamento di 150 milioni di euro per l'opera divisa in tre lotti. Il primo riguarda il tratto da Zanica a Stezzano, realizzato da Anas e aperto al traffico nel 2015, il secondo da Treviolo a Paladina, i cui lavori sono attualmente in corso a cura della Provincia, ed infine il terzo, la Paladina – Villa d'Almè, la cui progettazione definitiva a cura della Provincia si trova in fase di definizione.

Tuttavia, a mancare sono proprio i finanziamenti per questo ultimo lotto, di “vitale importanza per lo sviluppo dei territori della Valle Brembana e della Valle Imagna che vivono da anni una condizione di pesante difficoltà, emarginazione ed emergenza occupazionale, aggravate proprio dal permanere di una viabilità da terzo mondo.

Numerosi i solleciti che si sono susseguiti negli anni. Uno di questi il documento sottoscritto nel 2016 da 52 sindaci dei Comuni interessati di entrambe le Valli e dai due Presidenti delle Comunità Montane, più le note di Confindustria Bergamo sottoscritta da 23 Aziende del territorio. Nel 2017, Regione Lombardia, Anas Spa e Provincia hanno ribadito che la realizzazione dell'opera è prioritaria, confermando l'impegno al finanziamento della progettazione definitiva.

Il tracciato interessato si sviluppa per circa 6,3 chilometri, dallo svincolo di Valbrembo a quello di Villa d'Almè nord – verso Botta di Sedrina, dove si raccorderebbe con il viadotto già esistente. Di questi circa 6 chilometri, il 75% è in galleria (ovvero 4,8 chilometri), suddivisi per 150 metri nelle gallerie artificiali di Valbrembo e Sombreno, 1,25 chilometri quella naturale di Sombreno e 3,4 quella di Villa d'Almè. Il resto del percorso è in “trincea”, ovvero uno scavo nel terreno per mitigare l'impatto ambientale: 1.500 metri, dei quali 2/3 (ovvero 1 chilometro) nella piana di Petosino, che costa da sola 50 milioni di euro a causa del delicato intervento di natura idrogeologica che pesa sui costi finali.

Costi che, nel tempo, sono lievitati. Dai 90 milioni di euro iniziali del 2006 fino all'ultimo progetto definitivo, presentato dalla Provincia agli Amministratori: ben 420 milioni di euro quelli stimati. L'importo a base d'asta è di 285 milioni di euro, a cui vanno aggiunti 61 milioni e 520 mila euro di spese accessorie, che portano il totale a 346 milioni e 520 mila euro. Aggiunta l'IVA, il prezzo finale supera i 420 milioni.

Alla luce della situazione di grave crisi economica che stiamo vivendo a seguito dell’emergenza sanitaria che ha ulteriormente acuito in termini drammatici le già critiche condizioni preesistenti – sottolineano gli Amministratori – riteniamo doveroso chiedere e sollecitare un supplemento di attenzione e di sensibilità in particolare per le aree montane della Valli Brembana e Imagna che rischiano il definitivo tracollo”.

La sollecitazione dei sindaci nei confronti del Governo è assolutamente sinergica all'attività fatta dai Consiglieri Regionali, dalla Provincia e da parte dei nostri Parlamentari del territorio verso un'esigenza che ormai non è più prorogabile – afferma Demis Todeschini, Consigliere Provinciale – Ed è quella di avere un percorso che sia fluido e valido verso le nostre Valli Brembana e Imagna, che proprio alla luce dell'emergenza Covid che ha duramente colpito la bergamasca, si spera che ci sia l'esigenza ancor più sentita di un rilancio economico.

Questo rilancio può passare solo attraverso delle infrastrutture che siano all'altezza delle Aziende, il fiore all'occhiello del territorio, dei nostri cittadini, che vivono quotidianamente il disagio del traffico, e dei nostri turisti, che visitano le nostre valli. È una grande occasione, è il momento buono per fare veramente un po' squadra attorno a questa progettualità per la quale servono tanti soldi e servono soprattutto delle tempistiche molto accorciate. Anche io, come Consigliere Provinciale, ho sempre tenuto a cuore quest'opera, mi sono attivato nei confronti di alcuni Parlamentari verso la tematica e quindi ben venga la sollecitazione del territorio, perché ormai non possiamo aspettare ulteriormente quest'opera”.

Le condizioni della viabilità, specialmente in Valle Brembana, sono un nodo che da tempo gli Amministratori cercano di sciogliere. “Per queste ragioni – concludono gli Amministratori – chiediamo con forza e determinazione che l'opera venga inserita nel Piano, nella convinzione che la risoluzione del problema della viabilità continua ad essere l'elemento decisivo per restituire il coraggio di ricominciare e di resistere alle popolazioni e alle Aziende che operano su questo territorio montano sempre più emarginato ed impoverito dalle emergenze di varia natura che si sono susseguite negli anni, trovando nell'indecente condizione delle strade l'ostacolo insormontabile ad ogni possibilità e concreta prospettiva di sviluppo”.

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COMMENTI

GIANLEO BERTRAND BELTRAMELLI 21/07/2020

Le progettazioni sono da terzo mondo. Km di strade progettate a sole due corsie di percorrenza in trincea, in galleria artificiale e in galleria naturale sono una assurdità progettuale.

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