Almenno San Salvatore festeggia i 100 anni del suo ''Piccolo'' grande partigiano Battista Gotti

Eleonora Busi 21/07/2021 0 commenti

Grande festa ad Almenno San Salvatore: Battista Gotti, partigiano durante il Secondo Conflitto Mondiale, spegne oggi le sue prime 100 candeline. “Una persona molto mite, positiva e soprattutto buona”, così lo descrive Giuseppe Abramo, Presidente della Sezione ANPI “Anna Papis” della Valle Imagna, che insieme al Segretario Giuseppe Genna ha fatto oggi visita al Signor Gotti, omaggiandolo di una targa celebrativa e della tessera ad honorem della stessa sezione.

Un gesto per ricordare ed onorare quella che è la memoria storica di uno dei pochissimi partigiani ancora in vita. Il “Piccolo” – questo il suo nome di battaglia, poiché minuto di costituzione – era il terzo di tre figli e dunque non era stato chiamato alle armi, a differenza dei fratelli maggiori. Perciò si avvicinò al movimento partigiano, grazie ad un gruppo di ragazzi del suo paese: ad accomunarli lo scontento, la rabbia nel vedere le proprie madri e nonne costrette a dare le fedi nuziali o le pentole in rame affinché venissero fuse nei forni di Villa d'Almè per dare vita a nuove armi ed alimentare di conseguenza la Guerra in corso.

Battista Gotti, nel fiore dei suoi 22 anni, aderì alla Brigata “1° Maggio” Fiamme Verdi, che aveva trovato rifugio a Zambla Alta, in Val Serina, ed era comandata dal figlio di un marchese mantovano. Il ruolo del “Piccolo” all'interno del movimento era quello di porta ordini e staffetta: in poche parole, era lui a curare i collegamenti fra la montagna, la bassa Bergamasca e Mantova. In quegli anni turbolenti ha partecipato insieme ai suoi compagni ad azioni di disturbo, disarmi e attacchi nei confronti dei militari nemici, anche negli anni finali della Guerra quando l'aiuto ed i rifornimenti giungevano dall'alto, dagli aerei alleati.


(Battista Gotti è il secondo partendo da sinistra della fila seduta - Fonte immagine: Quaderni Brembani 7 (pag. 129) del Centro Storico Culturale Valle Brembana).

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Poi la Guerra finì. Partigiani e fascisti – ricorda Battista – si strinsero la mano: un gesto per sigillare alle proprie spalle il passato e per imparare a lavorare insieme, così da costruire un futuro migliore. Battista è sempre rimasto nella sua Almenno San Salvatore, ed è qui che si è sposato con sua moglie, venuta a mancare qualche mese fa, dal cui amore sono nate due figlie ed un figlio. Nella vita ha sempre fatto l'operaio, lavorando fino a pochi anni fa nell'Officina del figlio.

“Battista è uno dei pochissimi partigiani ancora in vita, e non parlo soltanto della Valle Brembana o della Valle Imagna – racconta Giuseppe Abramo, presidente della Sezione Valle Imagna dell'ANPI da poco costituita – Lo conosco da tanti anni, è una persona davvero mite e positiva, sempre buona e cordiale con tutti e che ha saputo, soprattutto, mettere da parte i rancori verso quelli che erano una volta suoi nemici”. Questa mattina la festa, nella sua casa di Almenno San Salvatore, per celebrare le prime cento primavere del “Piccolo”, grande partigiano Battista Gotti.


(Battista - al centro - con il Presidente Giuseppe Abramo a destra ed il Segretario Giuseppe Genna a sinistra)

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