Capizzone, in pensione a marzo ma c'era il lockdown: l'impiegata lavora gratis per 4 mesi

Eleonora Busi 10/08/2020 1 commenti

In tempi normali, sarebbe dovuta andare in pensione a marzo. Se non fosse che, invece, ci si è ritrovati nel bel mezzo dell'emergenza sanitaria: così Marisa Avogadro ha deciso di restare nel suo Ufficio Servizi Demografici di Capizzone, per supportare quel Comune dove ormai era “di casa” da ben 30 anni. Il tutto a titolo completamente gratuito per quattro mesi, fino al 17 luglio.

Una storia di forte dedizione verso il proprio lavoro e altruismo in un momento di difficoltà quella della signora Marisa Avogadro, oggi felicemente neopensionata: durante l'emergenza infatti a causa del lockdown, il concorso per assumere una nuova impiegata si è bloccato, così lei ha deciso di restare.

La donna è stata ringraziata dal sindaco Alessandro Pellegrini nel corso dell'ultimo Consiglio comunale con una targa, che recita “A Marisa Avogadro le più sentite congratulazioni per la pensione e un ringraziamento per l'impegno e la competenza sempre dimostrati in questi anni”, ed una composizione floreale. Un grazie a nome dell'Amministrazione comunale e della comunità intera, “per il prezioso lavoro che hai sempre svolto con tanta dedizione e serietà in questi anni di servizio della nostra comunità e tanti auguri per il tuo meritatissimo riposo” aggiunge il sindaco.

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La signora Avogadro è brembana di origine, nata a San Pellegrino Terme – dove ancora risiedono i genitori – ha conseguito il diploma di maturità scientifica, lavorando successivamente per quattro anni agli ex Ospedali Riuniti di Bergamo. Si è sposata a Capizzone e, dopo la nascita di suo figlio, ha lavorato alla scuola media di Filago. Nel 1990 ha vinto poi il concorso da impiegata nel Comune di Capizzone, come addetta ai servizi demografici.

La mia vita lavorativa si è svolta praticamente tutta nel municipio di Capizzone, qui sono rimasta per 30 anni – ha affermato Marisa Avogadro, intervistata da L'Eco di Bergamo – Ho sempre amato il mio lavoro perché mi permetteva di stare contatto con il pubblico. Quando ho visto che il Comune era in difficoltà, soprattutto all’anagrafe che era il mio ufficio, non ho esitato a restare. Ora desidero poter gestire il mio tempo liberamente. Ho i miei genitori anziani che abitano a San Pellegrino Terme e posso andare a trovarli più di frequente. Sono impegnata in parrocchia come catechista, in oratorio e con il coro parrocchiale. Mi piace molto viaggiare e leggere. Si apre un momento nuovo della vita e non penso avrò tempo per annoiarmi”.

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COMMENTI

Elena 10/08/2020

Bravissima ..gentile...sempre sorridente..

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