Dagli Alpini di Capizzone una donazione all'Associazione Dorainpoi, nel segno di una nuova amicizia

Eleonora Busi 08/06/2021 0 commenti

La pandemia ha fermato tutto, ma non i bei gesti di supporto a favore del prossimo. Un esempio lo si è avuto nei mesi più duri del 2020, quando migliaia di volontari si sono prodigati – alcuni, purtroppo, perdendo anche la vita – per il trasporto dei malati, le consegne a domicilio di spesa o mascherine, perfino il confezionamento di queste ultime quando la produzione scarseggiava a mantenere i ritmi. Fra le figure che più si sono distinte c'è la Protezione Civile: un esempio è a Capizzone, in Valle Imagna, dove a svolgere questa attività di volontariato sul territorio è il Gruppo Alpini locale, da sempre impegnato anche nell'organizzazione di eventi per raccolte fondi e prestazioni di manodopera.

“Da due anni a questa parte, la pandemia che ci affligge ha reso impossibile tutto questo – commenta Ettore Salvi, Presidente del Gruppo Alpini di Capizzone – e a parte qualche attività di Protezione Civile all'ospedale da campo e nella distribuzione di mascherine, aiuti alimentari o spesa quotidiana ai cittadini costretti in casa, non abbiamo potuto fare altro. Il 2021 è iniziato con le stesse premesse dell'anno precedente: nessuna possibilità di organizzare eventi, quindi nessuna possibilità di raccogliere fondi”.

Poi una sera, il Gruppo Alpini ha ricevuto una telefonata inaspettata, in grado di aprire uno spiraglio di luce nella buia prospettiva: “Un nostro socio Alpino – spiega Salvi – ha conosciuto il Sig Avogadri, che in collaborazione con le Cantini Minini ha voluto regalare quattrocento bottiglie di ottimo vino al Gruppo, purché il ricavato fosse utilizzato per scopi benefici. Finalmente avevamo ancora la possibilità di raccogliere fondi, ma questa volta ci trovavamo a gestire una situazione a noi inusuale”. Abituati ad intervenire laddove l'aiuto è richiesto, il Gruppo Alpini di Capizzone si è trovato di fronte ad una scelta: a chi donare il ricavato?

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“Regalare alla comunità di Capizzone un defibrillatore era un progetto che avevamo in mente da tempo, ma la somma raccolta ne avrebbe però superato di gran lunga il costo – prosegue Salvi – Volevamo che il nostro aiuto restasse sul territorio, ma che avesse anche un valore che andava oltre il semplice aiuto economico”. Ed ecco che la decisione è ricaduta sull'Associazione Dorainpoi di Berbenno, un gruppo di genitori di ragazzi disabili provenienti da diversi Comuni della Valle Imagna che ha deciso di incontrarsi periodicamente per condividere le diverse tematiche del mondo della disabilità, impegnandosi per favorire lo sviluppo di una cultura dell'inclusione sociale sul territorio valdimagnino (e non solo).

“La scelta di destinare una somma alla Dorainpoi, non è stata casuale – aggiunge il Presidente Salvi –. In un periodo in cui siamo stati costretti al distanziamento, finanche all’isolamento, in cui era proibito incontrarci di persona e le relazioni erano molto difficili, abbiamo scelto di tendere la nostra mano a chi questa situazione è costretto a viverla sempre. Con questo gesto abbiamo voluto mandare un messaggio agli amici della Dorainpoi per dir loro che noi Alpini ci siamo e ci saremo sempre. Non solo quando avranno bisogno di braccia forti, non solo per aiuti economici. Noi vogliamo esser per loro degli Amici, di quelli veri”.

Un'importante donazione, accolta con piacere dalla Presidentessa dell'Associazione Dorainpoi Francesca Cicolari e da tutto il gruppo. “La donazione degli Alpini di Capizzone ci ha resi felici, come quando si riceve un regalo inaspettato – spiega Cicolari –. Le erogazioni liberali ci aiutano a portare avanti i progetti già avviati, come quello del Baskin e del laboratorio teatrale, al momento ancora fermi a causa della pandemia; ci permettono di idearne altri, che abbiamo nel cassetto da anni”.

“Il nostro operato è rivolto alle persone con disabilità, ma ricade indirettamente anche all’esterno dell’associazione in senso stretto, in termini di promozione sociale e diffusione di un messaggio che parla di inclusione, di pari opportunità, di costruzione di un mondo senza barriere, fisiche o mentali che siano – conclude la Presidentessa – I nostri figli han bisogno di cure e di mezzi per sostenersi quando noi non ci saremo più. Ma soprattutto hanno bisogno di amici, di persone che vogliano loro bene per ciò che sono, non per le abilità che hanno o non hanno. Al di là dei successi che si perseguono e si conseguono nella vita, infatti, sono le relazioni che danno senso alle nostre esistenze. Un antico detto popolare recita: 'Se vuoi arrivare primo, corri da solo. Se vuoi arrivare lontano, cammina insieme'. Con gli alpini di Capizzone la nostra rete si è arricchita di persone straordinarie e sapere che ora abbiamo un posto anche nei loro cuori ci riempie di orgoglio e ci fa sentire protetti”.

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