Il Coro CAI Valle Imagna incanta l'Ungheria con i suoi canti di montagna

Eleonora Busi 11/10/2019 0 commenti

Il Coro CAI Valle Imagna “Amici della Combriccola” è volato in Ungheria lo scorso 3 ottobre, per partecipare in qualità di ospiti ad un importante festival corale nella cittadina di Pápa, a 140 chilometri da Budapest. Il Coro valdimagnino, diretto da Filippo Manini, ha partecipato ad una sorta di “scambio” con il Coro locale Pápa Város Bárdos Lajos Vegyeskara, lo stesso giunto in valle nel corso dell'ultima edizione di ImagnaCanta. I due Cori si erano incontrati la prima volta tre anni fa in Toscana, a Montecatini Terme, durante una manifestazione: da allora è nata un'amicizia che ha saputo legare due realtà corali sfociando oltreconfine.

Partenza 3 ottobre, il Coro valdimagnino – dopo una mezza giornata passata in veste di turista – si è trasferito il venerdì a Pápa, cittadina di circa 32mila anime distante 140 chilometri dalla sua capitale, dove in serata ha suonato il proprio repertorio in un concerto nella Chiesa Riformata del luogo, a cui è seguita un'intervista da parte della televisione locale. “Il Coro ungherese ci ha donato un'accoglienza unica e calorosa – racconta Filippo ManiniLa semplicità della gente, ma anche del Paese, essenziale e senza fronzoli ma molto dignitoso ci è entrato nel cuore e ci ha commosso”.

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Per il secondo giorno del festival, si sono riuniti nella Chiesa Riformata altri cinque cori misti ungheresi – fra cui i padroni di casa – che si sono esibiti in canti del proprio repertorio, con diversi classici ungheresi. Ultimo ma non per importanza il Coro CAI si è esibito con i suoi canti ispirati alla montagna, incontrando l'approvazione e gli applausi dei presenti. “In Ungheria, la cultura del canto corale è molto, molto sentita – spiega Manini – Il loro livello è molto alto, le sonorità sono belle ed amalgamate con canti di un certo livello. Il concerto è iniziato alle 19: successivamente siamo stati invitati a cena in un salone gigantesco e abbiamo avuto modo di divertirci cantando e ballando con loro”.

Dopo un'ultima giornata da turisti sul Lago Balaton e al Castello degli Esterházy, i valdimagnini sono tornati in patria domenica 6 ottobre, portando con sé ricordi di una cordialità ungherese sincera e di serate all'insegna della buona musica. “È stato veramente bello – conclude Manini – Questo scambio a noi è servito per respirare una cultura corale davvero interessante, che da noi non così sentita perché si concentra per la maggior parte sul canto italiano solista. Oltralpe, invece, è impostata essenzialmente sul coro, un amalgama sonoro, un suono globale che ti avvolge, un approccio alla musica molto comunitario e bello. Portare in giro i “colori” della Valle Imagna per noi è sempre un profondo piacere: in fondo, a modo nostro, ci sentiamo un po' la voce canterina dell'Imagna”.

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