Infermieri di famiglia, 4 in Valle Imagna e 8 in Val Brembana: un supporto ai medici di base

Eleonora Busi 08/02/2021 0 commenti

Quella dell'infermiere di famiglia e di comunità, chiamato anche IFeC, è la nuova figura di riferimento nell'ambito sanitario: inserito come integrazione all'attività dei medici di medicina generale e dei servizi territoriali, questo progetto pilota nasce principalmente come alleato per far fronte alla dura battaglia contro il Covid, che ha messo in ginocchio il mondo intero colpendo con durezza il settore sanitario.

Il nuovo modello di assistenza è stato introdotto a livello nazionale da pochi mesi: in Bergamasca fra i primi territori dove gli infermieri di famiglia e di comunità hanno iniziato il proprio operato vi sono la Valle Imagna – dove il servizio ha preso il via da circa un mese e mezzo – e la Valle Brembana, la cui attivazione è prevista per le prossime settimane.

Il progetto distrettuale dell'infermiere di famiglia e di comunità è partito, inizialmente, nel nostro Distretto (comprensivo di Bergamo, Valle Imagna e Valle Brembana), con un progetto pilota nell'ambito 1 di Bergamo città – spiega Gianbattista Brioschi, Presidente Ambito Valle Imagna Villa d’Almè – Successivamente è stato attivato anche in Valle Imagna, con quattro infermieri distribuiti su due sedi: quella territoriale di Sant'Omobono Terme e quella di Villa d'Almè. Sono operativi 6 giorni su 7, seguendo un orario specifico”.

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Il progetto è stato poi presentato in Valle Brembana, alla Green House di Zogno dalla direzione dell'Asst Papa Giovanni, alla presenza dei referenti territoriali e dei medici di base operanti in valle. Qui gli infermieri di famiglia saranno 8, distribuiti in gruppi da 4 a San Giovanni Bianco e 4 a Zogno. Lo scopo del servizio IFeC è, principalmente, quello di compensare ai problemi riscontrati nel corso della pandemia, orientando gli sforzi verso le famiglie e la comunità definendo così una risorsa aggiuntiva per il territorio.

Gli infermieri supportano così i medici di base in una serie di modalità, ad esempio fornendo assistenza ai pazienti soli con patologie invalidanti, occupandosi di monitoraggio domiciliare e di tutte quelle persone dimesse da una struttura sanitaria che necessitano di aiuto, fino a supporto sanitario per persone senza fissa dimora.

In Valle Brembana gli infermieri collaboreranno insieme ai medici USCA (Unità Speciali di Continuità Assistenziale), che altri non sono che la vecchia guarda medica – spiega Brioschi –. Si tratta di un servizio che aspettavamo da tanto: il Papa Giovanni XXIII aveva avviato un bando di selezione, assumendo poi 39 infermieri per il Distretto di Bergamo. Ora stiamo chiedendo di poter ampliare un po' anche le sedi oltre a quelle di competenza dell'Asst, mettendo a disposizione come Ambito anche un paio di strutture tra l'alta e la bassa Valle Imagna, in modo da raggiungere capillarmente tutto il territorio”.

I primi feedback sono positivi: “Il servizio sta funzionando, i cittadini sono contenti – conclude con soddisfazione Brioschi – Abbiamo già avuto diversi interventi con infermieri che si recano anche a domicilio per visitare i pazienti. Per adesso procede tutto bene”.

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