Maltempo, la grandine ha danneggiato (ancora) l'agricoltura delle valli Brembana e Imagna

Redazione 31/08/2020 0 commenti

Una nuova ondata di maltempo si è abbattuta sull’agricoltura bergamasca. Nelle ultime ore forti grandinate e piogge intense hanno investito in modo particolare la Val Cavallina e l’Alto Sebino ma hanno interessato anche la Valle Imagna, la Valle Seriana e la Valle Brembana.

È quanto emerge da un primo monitoraggio dei tecnici di Coldiretti Bergamo che sono al lavoro per verificare i danni e per l’assistenza alle aziende agricole colpite.

Nella zona dell’Alto Sebino gli ulivi sono stati martoriati dalla grandine e dalle raffiche di vento e il raccolto che si preannunciava buono è stato compromesso. La violenza del temporale ha fatto cadere a terra le olive non ancora mature, rotto rami e sradicato anche alcuni ulivi causando danni ingenti che in alcuni casi arrivano anche al 90%. Questo è l’ennesimo colpo per gli olivicoltori bergamaschi dopo il raccolto disastroso dello scorso anno.

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A Berzo San Fermo – spiega Coldiretti Bergamo - una violenta grandinata  ha colpito una porzione del territorio causando, a pochi giorni dalla vendemmia, danni nei vigneti per circa il 60-70%. L’azienda agricola di Vescovi Matteo si è trovata al centro di una tempesta di grandine che ha completamente distrutto la coltivazione di more e lamponi, bucato i tetti e demolito le serre. I prati pronti per il terzo taglio di fieno sono stati rasati a zero e il foraggio è andato completamente perso.

Si contano i danni anche in Valle Brembana. Le precipitazioni copiose e il vento forte hanno fatto nuovamente crollare i terrazzamenti della carciofaia dell’azienda Agricola Della Fara mentre è ancora isolata l’azienda agricola di Tiraboschi Angelo, in zona di Piè Bracca a Oltre il Colle.  Dovrebbero iniziare oggi i lavori per il ripristino della strada interrotta da una frana che si è verificata sabato scorso e che è peggiorata con il maltempo di ieri. 

Siamo di fronte alle evidenti conseguenze dei cambiamenti climatici anche in Italia dove l’eccezionalità degli eventi atmosferici è ormai la norma, con una tendenza alla tropicalizzazione che – conclude Coldiretti Bergamo – si manifesta con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, con sbalzi termici significativi che compromettono le coltivazioni nei campi con costi per oltre 14 miliardi di euro in un decennio, tra perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne.

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