S.Omobono, fino a 1.500 euro per le attività danneggiate dal lockdown: come fare domanda

Eleonora Busi 06/11/2020 0 commenti

Nel primissimo giorno da “zona rossa”, il Comune di Sant'Omobono Terme lancia un bando con l'obiettivo di sostenere tutte quelle attività del territorio che sono state oggetto di chiusura obbligatoria o che hanno dovuto sostenere spese per fronteggiare l'emergenza sanitaria. “Sant'Omobono Riparte”  - ma che , questo il titolo dell'iniziativa, vuole perciò favorire l'economia del paese, in modo tale da sostenere indirettamente anche tutte le famiglie coinvolte nelle attività commerciali.

La misura si presenta come un contributo a fondo perduto, 50mila gli euro sul piatto, per le attività con sede operativa oppure unità locale situata in Comune di Sant'Omobono. Gli obiettivi principali sono due: compensare il mancato guadagno a causa della chiusura imposta dalle misure restrittive soprattutto della “prima ondata” fra marzo e maggio, e compensare la perdita economica derivante dalla necessità di acquistare e realizzare tutti quegli interventi per prevenire il contagio, come l'acquisto e installazione di barriere protettive anti-droplet, i dispositivi di protezione individuale, cartellonistica e prodotti per la sanificazione, a patto che questi ultimi non siano rimborsabili tramite il bando regionale “Safe Working – Io riapro Sicuro”, né mediante il credito d'imposta previsto dal Decreto “Rilancio Italia”.

Dopo la sofferta e difficile chiusura di marzo, aprile e maggio, le nostre attività commerciali si trovano di fronte ad un nuovo blocco della loro attività, che le sta penalizzando fortemente e arriva a mettere a rischio la loro sopravvivenza – spiega Demis Todeschini, vicesindaco di Sant'Omobono Terme – Abbiamo quindi deciso senza esitazioni di destinare una parte rilevante delle risorse Covid per garantire un aiuto immediato e dimostrare la vicinanza dell'Amministrazione nei loro confronti.

Il bando si chiama “Sant'Omobono Riparte” perché, nella sua primissima forma, era stato pensato per la prima ondata. Alla luce dei recenti avvenimenti, il contributo deve essere visto come un “Sant'Omobono Resiste”, perché in questo momento ci troviamo nella condizione di resistere”.

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CHI PUO' FARE DOMANDA

Il bando è finanziato con risorse comunali (trasferite ai sensi del Decreto Legge 19 maggio 2020, n. 34.) per una dotazione finanziaria pari a 50mila euro. La quantità di contributo che verrà percepita da ogni commerciante varia in base alla categoria in cui si trova la propria attività.

Perciò la Categoria 1, che comprende i servizi alla persona quali parrucchiere, benessere fisico e organizzazione di cerimonie, riceverà 800 euro, la Categoria 2 (servizi di alloggio e ristorazione come alberghi, rifugi e bar) percepirà invece 1.500 euro, stesso importo della Categoria 3, servizi alla persona fra cui ristorazione, gelaterie e pasticcerie e cura di animali da compagnia.

Per la Categoria 4 comprensiva di commercio al dettaglio di cartoleria, calzature e fiori e piante saranno destinati 600 euro, infine la Categoria 5 (minimercati non specializzati di alimenti, commercio di elettronica, commercio al dettaglio di carni, pane, torti, dolciumi, tabaccherie, ferramenta, articoli da regalo, ottica e fotografia) l'agevolazione sarà di 400 euro, riferita però soltanto al rimborso spese di interventi finalizzati alla sicurezza contro la diffusione del contagio.

Sicuramente non saranno i 1.500 euro che andremo a riconoscere a ciascun ristorante, bar, albergo a risolvere la situazione che alla luce del nuovo Dpcm preoccupa molto – aggiunge Todeschini – ma rappresenta un primo aiuto che ci auspichiamo possa aggiungersi a quelli statali annunciati con il decreto Ristori. Abbiamo poi voluto essere vicini a quei commercianti di beni alimentari che, pur avendo potuto tenere aperto nei mesi del primo lockdown e in questo nuovo continueranno a fornire un servizio rilevante alla comunità, hanno anche sostenuto importanti costi di sanificazione. Per costoro provvederemo a rimborsare tali spese fino ad un massimo di 400 euro”.

Parole di sostegno dal sindaco di Sant'Omobono Terme, Ivo Sauro Manzoni. “Con questo bando diamo un sostegno alle nostre attività. Dal momento che Sant'Omobono è un Comune piuttosto centrale, vorremmo evitare che qualcuno debba chiudere perché non ha ricevuto aiuti – afferma il primo cittadino – Inizialmente avevamo ragionato sulla chiusura di marzo, ora si è ripresentato questo nuovo lockdown per cui abbiamo deciso di intervenire sui costi di sanificazione per quegli esercizi rimasti aperti, mentre per gli altri arriveranno contributi un po' più sostanziosi, che si presentano come un aiuto da parte nostra proprio perché sono attività sempre un po' in difficoltà.

Con tutti questi negozi, anche a livello nazionale, che chiudono definitivamente, il nostro obiettivo è di dare una mano a quelli che sopravvivono, per evitare ulteriori chiusure e supportarli nelle difficoltà che hanno avuto e che stanno vivendo. Dovrebbero essere circa 70 le attività che potranno beneficiare del contributo: speriamo sia loro d'aiuto”.

PRESENTAZIONE E COME FARE DOMANDA

La presentazione del bando, la cui domanda deve essere presentata esclusivamente tramite PEC a partire dalle ore 8.00 del 9 novembre e fino alle ore 19.00 del 30 novembre (vedi sotto i documenti da compilare e inviare), si terrà oggi, venerdì 6 novembre, dalle ore 18:45 alle 19:30 su Zoom Meeting, a QUESTO indirizzo. Meeting ID: 751 1908 1653; Password: 1LKD1E.

A questo link il modulo per la domanda, qua l'informativa privacy. Entrambi i documenti sono da compilare ed inviare via e-mail PEC agli indirizzi s.omobono.terme@legalmail.it oppure comune.santomobonoterme@pec.regione.lombardia.itQua il testo completo del bando.

Questa iniziativa – conclude Todeschini – si aggiunge alla riduzione significativa della tassa rifiuti per le attività produttive impattate dal primo lockdown. Un taglio che contiamo di fissare tra il 65% e il 70%. Sant’Omobono è il centro naturale della Valle Imagna e le sue attività sono di riferimento per l’intera valle e con questi sostegni ne vogliamo rimarcare l’importanza nell’auspicio che l’emergenza sanitaria possa rientrare il prima possibile, perché le attività produttive non possono resistere all’infinito”.

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