S.Omobono, la rinascita del Parco delle Terme passa dal sociale: ''Qua non ci si annoia mai''

Eleonora Busi 22/07/2020 0 commenti

Dopo due anni di stop, lo scorso 4 luglio ha riaperto i cancelli il Parco delle Terme di Sant'Omobono Terme, uno dei luoghi simbolo dell'intera Valle Imagna strettamente correlato alle fonti termali, conosciute sin dal Novecento. A riprendere in mano la gestione per il periodo estivo - che diventa anche opportunità per ragazzi disabili - è stata la Cooperativa Sociale “Lavorare Insieme” di Almè, in qualità di ente capofila, in collaborazione con diversi partner quali l'Associazione Dorainpoi, la Cooperativa Why Not e la Cooperativa Oikos, tutte e tre da anni impegnate nell'ambito del sociale sul territorio vallare e bergamasco, avvalendosi inoltre del coinvolgimento del gruppo di lavoro di “Distanze Ravvicinate” ( un progetto di cui fanno parte diversi enti, associazioni e aziende del territorio e provinciali che operano nel sociale, come l'Azienda Speciale Consortile Valle Imagna – Villa d'Almè, CSV, Acli, Asst e le Fondazioni Cariplo, Comunità Bergamasca e Angelo Custode).

Fonti d'Estate”: questo il nome del progetto, il cui resoconto di queste due settimane di attività è positivo. “Siamo abbastanza rodati – afferma Nadia Casari, responsabile del progetto e coordinatrice di Stare in Valle, servizio disabili di Lavorare Insieme  – tutti i ragazzi che si stanno impegnando nell'esperienza, affiancati dai volontari, hanno avuto modo di provare. Sta andando piuttosto bene, il Parco delle Terme è uno dei luoghi simbolo dell'intera Valle sia per i residenti, che per i villeggianti. L'afflusso maggiore lo registriamo il sabato e la domenica, ma anche nel corso della settimana le persone vanno e vengono, soprattutto perché è un luogo fresco e il minigolf è molto gettonato per le famiglie”.

I ragazzi impegnati nel progetto provengono dalle diverse Cooperative e sono affiancati da dieci volontari, alcuni dei quali con attitudini rispetto alle attività del bar. Le mansioni sono numerose, perfettamente incasellate in un calendario mensile: si passa dal servizio al bar, una delle attività più gettonate, alla manutenzione del verde che circonda l'area e del minigolf, oltre ovviamente alle operazioni di misurazione della temperatura dei clienti e la relativa sanificazione delle mani. “Non necessariamente sono tutti legati ad una mansione – precisa Casari – C'è chi è versatile e si può spendere su varie attività, anche in base all'affluenza e al bisogno del momento. E poi, ci sono talmente tante cose da fare che ogni giorno è impossibile annoiarsi.

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I volontari impegnati nei presidi fanno parte delle diverse associazioni partner, ma non solo: il loro “reclutamento” infatti non si è fermato con l'avvio del progetto, ma si è aggiunto lungo il cammino. “Abbiamo alcuni volontari che sono più affermati nel campo della ristorazione, perché vi lavorano da anni, per cui a loro abbiamo affidato la mansione di presidiare la situazione – spiega Casari – Inoltre abbiamo predisposto della particolari tovagliette, nell'ambito del progetto “Distanze Ravvicinate”, in cui chiediamo ai clienti un feedback sull'esperienza, lasciando la possibilità di proporsi per diventare volontari. Abbiamo ricevuto diversi contatti”.

L'intero progetto ha così mosso una rete di persone disposte ad aiutarsi a vicenda, in un clima di lavoro solare e leggero, ben lontano dai mesi di lockdown appena passati. “Il gruppo di volontari opera molto volentieri, a nessuno pesa fare il turno e questo è un messaggio molto importante per i ragazzi – afferma Casari – Siamo contenti anche che le persone abbiamo colto il senso del progetto con la sua declinazione più sociale. A noi preme far passare questo messaggio: aver trovato una valida alternativa per i ragazzi che frequentavano i servizi, che stanno riaprendo con una serie di protocolli che non ci permettono di riprendere a pieno regime ma soltanto a piccoli gruppi. Il progetto estivo “Fonti d'Estate” dà così un'opportunità alternativa per portare avanti delle attività, stando però anche all'aria aperta”.

Il progetto “Fonti d'Estate” proseguirà fino al 31 agosto. “Dietro tutto questo progetto, ce n'è uno più ampio da parte dell'Amministrazione Comunale di Sant'Omobono Terme per rilanciare e riqualificare l'intera area – conclude Casari – La loro intenzione, poi, è quella di tenere aperto tutto l'anno, magari con proposte alternative. Per quanto riguarda il futuro, ancora è impossibile sapere se si tornerà a collaborare insieme: mi auguro di sì, perché fra noi è nata un'ottima collaborazione e siamo entrambi contenti di come stiano andando le cose al momento attuale”. Il Parco è aperto tutti i giorni, escluso il lunedì, dalle 9 alle 18.

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