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Variante di Zogno, tra domani e giovedì apre il cantiere

Tra domani e giovedì l'impresa Collini di Trento dovrebbe iniziare ad allestire il cantiere per il completamento dell'opera viabilistica.
1 Ottobre 2019

Infine il cantiere della variante di Zogno ha una data. Dopo quasi cinque anni di stop, tra domani e giovedì l'impresa Collini di Trento dovrebbe iniziare ad allestire il cantiere per il completamento dell'opera viabilistica. Ad annunciarlo l'assessore regionale a Infrastrutture, trasporti e mobilità sostenibile Claudia Terzi.

A confermare l'annuncio di Terzi anche la Collini, che conferma l'apertura del cantiere "questa settimana". E ora? La galleria dovrebbe essere pronta entro un anno. L'importo del contratto – al netto del ribasso offerto pari a 10,13% (ribasso temporale offerto del 15%) – è di quasi 22 milioni di euro, di cui 585.412 per oneri. Questo ha portato dunque la spesa complessiva a scendere dai 24,3 milioni di euro precedenti. I soldi a disposizione da Regione Lombardia sono, invece, 33,1 milioni di euro (in aggiunta ai 40 milioni già stanziati precedentemente) e saranno investiti anche per la direzione dei lavori e altri costi fissi, più eventuali imprevisti.

Imprevisti che, se non dovessero sorgere, permetterebbe di avere una discreta somma di fondi avanzati, da investire in altri progetti per la comunità come, ad esempio, la realizzazione della strada variante per il Monte di Zogno, località di circa 600 abitanti che al momento dispone solo di una strada stretta. 

LA STORIA DELLA VARIANTE - I lavori, iniziati nel 2012 e bloccati nel 2014, sono stati fermi cinque anni in seguito all’abbandono da parte dell’impresa Itinera di Tortona (che aveva vinto tutto l’appalto) in quanto i fondi messi a disposizione erano insufficienti al completamento dell'opera a causa di alcune complicazioni di natura geologica che avevano richiesto interventi di rinforzo dei versanti e modifiche al progetto. Ricordiamo che il progetto riguarda una galleria di circa 2 km che, dalla zona centrale Enel di Zogno, “buca” la montagna e arriva fino alla Madonna del Lavello nella frazione di Ambria, sul confine con San Pellegrino.

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