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Variante di Zogno, trovata disponibilità di alberghi e appartamenti per gli operai

L'Associazione temporanea di imprese ha trovato, per i suoi operai, la disponibilità in alberghi e appartamenti della Valle Brembana e riprenderà così le attività organizzandosi dalla prossima settimana per lavorare.
30 Aprile 2020

"L'Associazione temporanea di imprese ha trovato, per i suoi operai, la disponibilità in alberghi e appartamenti della Valle Brembana e riprenderà così le attività organizzandosi dalla prossima settimana per lavorare nel rispetto dei protocolli di sicurezza". Così l'assessore del Comune di Zogno, Giampaolo Pesenti, sulla mancanza di alloggi per gli operai provenienti da fuori provincia lamentata nelle scorse ore dalle aziende impegnate nel cantiere della variante di Zogno, che riaprirà il 4 maggio.

Per mantenere le corrette misure di distanziamento, infatti, per le trenta maestranze che arrivano da fuori provincia servono degli alloggi singoli (e non più appartamenti comuni come avveniva in precedenza), ma - fino a poche ore fa - non vi erano strutture ricettive nelle vicinanze pronte ad ospitarli.

Nel cantiere, nel frattempo, si è dato il via a operazioni di sanificazione. A queste verrà ad aggiungersi – come comunicato da Ati a Ilspa (la società regionale che gestisce l'appalto) l'installazione di nuove strutture, fondamentali per evitare contagi: fra queste vi sono una nuova segnaletica, termoscanner per rilevare la temperatura corporea degli operati (tutti ovviamente dotati di DPI), nuovi bagni e strutture prefabbricate adibite a spogliatoi.

L'OPERA - Il progetto della variante, i cui lavori sono partiti nel 2012 e bloccati nel 2014 in seguito all’abbandono da parte dell’impresa Itinera di Tortona per fondi insufficienti, riguarda un tratto di strada di circa 4,3 chilometri che, dalla zona centrale Enel di Zogno, “buca” la montagna e arriva fino alla Madonna del Lavello nella frazione di Ambria, sul confine con San Pellegrino. Due tratti a cielo aperto di circa 2 km e due gallerie naturali, la “Inzogno” e la “Monte di Zogno”, per l'opera sono stati già spesi oltre 40 milioni di euro. Regione Lombardia ha dovuto dunque stanziare altri 33,1 milioni di euro per il completamento. 

Fonte Immagine: Bergamonews

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