L’Atalanta cade a Napoli, i partenopei si impongono per tre reti a uno, sfruttando a pieno un primo tempo pessimo degli ospiti, ai quali non basta la reazione della ripresa. Palladino apre la propria esperienza bergamasca con una sconfitta, ma con qualche segnale positivo: il nuovo allenatore si affida a un modulo che vede Pasalic a supporto di due punte atipiche come Lookman e De Ketelaere. C’è Ahanor in difesa a sinistra, con Djimsiti spostato a destra.
Il Napoli deve rinunciare ad Anguissa a metà campo, oltre che a De Bruyne. In mediana vanno dunque Lobotka e McTominay, mentre il tridente offensivo vede David Neres e Lang a sostegno di Hojlund. I primi 45 minuti sono un incubo per il nuovo allenatore: la squadra è imprecisa in avanti, nelle pochissime occasioni in cui arriva al tiro, e soprattutto in difesa, dove gli errori si pagano carissimi. Il conto si presenta già al minuto 17. Hojlund viene incontro bruciando Hien e, spalle alla porta, manda di prima in profondità David Neres. Il brasiliano rientra in area sul destro e fulmina Carnesecchi.
Copione che si ripeterà venti minuti più tardi, a piede invertito. Sul rilancio del portiere neroazzurro, la palla arriva a McTominay che imbuca per David Neres, perso ancora dalla difesa e bravo a incrociare il mancino sul palo lontano. Tra le due reti subite, l’Atalanta aveva provato a costruire qualcosa, soprattutto con due conclusioni da fuori: sia De Ketelaere che Pasalic, però, avevano calciato malamente dal limite. La squadra subisce enormemente il colpo del secondo gol e arriva il terzo: cross dalla destra di Lorenzo, Lang salta più in alto di tutti e schiaccia in porta, Carnesecchi non riesce a tenere fuori il pallone del tre a zero. Primo tempo disastroso per l’Atalanta, incapace di offrire quantomeno una prestazione grintosa.
L’uscita dagli spogliatoi porta un altro brivido ai bergamaschi, con Carnesecchi che deve salvare su una conclusione ravvicinata di McTominay. L’ingresso di Scamacca per Pasalic porta maggior pericolosità e la rete del 3 a 1: Bellanova crossa dalla destra, Scamacca gira di prima sul palo e torna al gol.
Gli ospiti aumentano i giri del motore e, come già successo in stagione, giocano un secondo tempo molto migliore del primo. Prima ci prova De Ketelaere, mancando l’incrocio di poco dal limite, poi ancora Scamacca dal limite, si distende Milinkovic-Savic. La sensazione è che alla squadra manchi innanzitutto un po’ di sano agonismo e di concretezza, perché subisce gol troppo facilmente e fa troppa fatica a segnarli.
La sconfitta di Napoli deve servire sia come campanello d’allarme - la classifica non può non preoccupare - sia come punto di ripartenza se si considerano l’intensità e il dinamismo del secondo tempo, portati in primis da Scamacca, anche se contro un Napoli ovviamente più rilassato. Mercoledì 26 novembre l’Atalanta sarà chiamata a una trasferta di Champions molto impegnativa, a Francoforte contro l’Eintracht. La sensazione è che ora la coppa europea sia più un lusso, perché gli orobici dovranno spremere ogni punto dal campionato: la stagione ha ancora tutto da dire, si vedrà se Palladino saprà dare la svolta.





