Per l'Atalanta, l'Inter è un tabù: harakiri in difesa e a Bergamo finisce 0 a 1

L’Atalanta cade in casa contro l’Inter, condannata da un errore in impostazione di Djimsiti, che regala il gol agli avversari, e da uno sottoporta di Samardzic, che al minuto 87 non trova un pareggio che sarebbe stato giusto.
28 Dicembre 2025

L’Atalanta cade in casa contro l’Inter, condannata da un errore in impostazione di Djimsiti, che regala il gol agli avversari, e da uno sottoporta di Samardzic, che al minuto 87 non trova un pareggio che sarebbe stato giusto. Proprio Djimsiti aveva recuperato da un infortunio ed è subito titolare accanto a Hien e a Kolasinac. Titolare anche l’ex Zalewski, mentre Palladino rinuncia alla prima punta e infoltisce la metacampo con il terzetto De Roon-Pasalic-Zappacosta.

Rientra anche Calhanoglu, mentre in difesa è Bisseck a vincere il ballottaggio con De Vrij. Le squadre si affrontano a ritmi molto alti, con l’Inter che prende sempre più il controllo della partita e alza il baricentro, mentre l’Atalanta si ritrova senza soluzioni per impostare dal basso. Gli ospiti hanno la prima, grossa occasione al 27’, quando Lautaro salta prima Djmsiti, poi De Roon e arriva da solo al limite dell’area, dove libera un sinistro troppo debole e poco angolato.  L’argentino è protagonista anche nella rete annullata sette minuti più tardi. Recupero alto del centrocampo interista, Zielinski verticalizza su Lautaro che manda in profondità Thuram, il quale brucia Djmsiti e batte Carnesecchi con un destro in diagonale. Gol annullato proprio perché il numero 10 si trovava in fuorigioco al momento del passaggio di Zielinski.

L’Atalanta trema, quindi, e in generale sembra subire le iniziative avversarie, più che creare le proprie. Nessuno degli attaccanti riesce a smarcarsi dalla pressione dei difensori e, in generale, mancano i guizzi che consentano di creare occasioni o almeno di eludere il pressing avversario per salire palla al piede. L’unica situazione pericolosa arriva al minuto 41, quando gli orobici manovrano bene sulla sinistra e arrivano al cross con Zalewski, Scamacca prende bene posizione in area, ma non trova la sfera di testa.

All’intervallo, Palladino sostituisce Zappacosta con Musah e il cambio contribuisce a rivitalizzare l’Atalanta, più energica e reattiva. Anche i bergamaschi hanno la loro rete annullata: lancio lungo per Zalweski che a tu per tu con Sommer gli tira addosso, la sfera arriva a De Ketelaere che la piazza nell’angolino. Tutto inutile, il polacco partiva in offside. L’equilibrio viene rotto da un errore disastroso di Djimsiti a mezz'ora dal termine. L’albanese imposta nella propria trequarti e con il mancino regala la palla al limite dell’area a Pio Esposito, l’imbucata per Lautaro Martinez è perfetta, così come la conclusione del numero 10 che porta avanti i suoi.

I padroni di casa vanificano quanto di buono fatto nella seconda frazione con un errore che costa loro la partita. Anzi, due, perché avrebbero l’occasione per pareggiarla a tre dalla fine. De Ketelaere manda in profondità Musah che mette in mezzo per Samardzic, entrato da poco. Il serbo arriva in corsa col mancino, ma manda largo il piattone a pochi passi dall’area piccola. Chance gigantesca che aumenta il rammarico per una partita di sofferenza nel primo tempo, ma molto più gagliarda e giocata alla pari nel secondo.

I bergamaschi non avrebbero meritato la sconfitta, ma escono senza nemmeno un punto a causa dei dettagli sbagliati e di macroscopici errori. Urge resettare e ripartire, perché l’anno nuovo porterà a Bergamo la Roma e, al tramonto del girone di ritorno, occorre trovare morale e nuova energia per affrontare al 2026 con la combattività propria della Dea.

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