L’Atalanta cade in casa contro l’Inter, condannata da un errore in impostazione di Djimsiti, che regala il gol agli avversari, e da uno sottoporta di Samardzic, che al minuto 87 non trova un pareggio che sarebbe stato giusto. Proprio Djimsiti aveva recuperato da un infortunio ed è subito titolare accanto a Hien e a Kolasinac. Titolare anche l’ex Zalewski, mentre Palladino rinuncia alla prima punta e infoltisce la metacampo con il terzetto De Roon-Pasalic-Zappacosta.
Rientra anche Calhanoglu, mentre in difesa è Bisseck a vincere il ballottaggio con De Vrij. Le squadre si affrontano a ritmi molto alti, con l’Inter che prende sempre più il controllo della partita e alza il baricentro, mentre l’Atalanta si ritrova senza soluzioni per impostare dal basso. Gli ospiti hanno la prima, grossa occasione al 27’, quando Lautaro salta prima Djmsiti, poi De Roon e arriva da solo al limite dell’area, dove libera un sinistro troppo debole e poco angolato. L’argentino è protagonista anche nella rete annullata sette minuti più tardi. Recupero alto del centrocampo interista, Zielinski verticalizza su Lautaro che manda in profondità Thuram, il quale brucia Djmsiti e batte Carnesecchi con un destro in diagonale. Gol annullato proprio perché il numero 10 si trovava in fuorigioco al momento del passaggio di Zielinski.
L’Atalanta trema, quindi, e in generale sembra subire le iniziative avversarie, più che creare le proprie. Nessuno degli attaccanti riesce a smarcarsi dalla pressione dei difensori e, in generale, mancano i guizzi che consentano di creare occasioni o almeno di eludere il pressing avversario per salire palla al piede. L’unica situazione pericolosa arriva al minuto 41, quando gli orobici manovrano bene sulla sinistra e arrivano al cross con Zalewski, Scamacca prende bene posizione in area, ma non trova la sfera di testa.
All’intervallo, Palladino sostituisce Zappacosta con Musah e il cambio contribuisce a rivitalizzare l’Atalanta, più energica e reattiva. Anche i bergamaschi hanno la loro rete annullata: lancio lungo per Zalweski che a tu per tu con Sommer gli tira addosso, la sfera arriva a De Ketelaere che la piazza nell’angolino. Tutto inutile, il polacco partiva in offside. L’equilibrio viene rotto da un errore disastroso di Djimsiti a mezz'ora dal termine. L’albanese imposta nella propria trequarti e con il mancino regala la palla al limite dell’area a Pio Esposito, l’imbucata per Lautaro Martinez è perfetta, così come la conclusione del numero 10 che porta avanti i suoi.
I padroni di casa vanificano quanto di buono fatto nella seconda frazione con un errore che costa loro la partita. Anzi, due, perché avrebbero l’occasione per pareggiarla a tre dalla fine. De Ketelaere manda in profondità Musah che mette in mezzo per Samardzic, entrato da poco. Il serbo arriva in corsa col mancino, ma manda largo il piattone a pochi passi dall’area piccola. Chance gigantesca che aumenta il rammarico per una partita di sofferenza nel primo tempo, ma molto più gagliarda e giocata alla pari nel secondo.
I bergamaschi non avrebbero meritato la sconfitta, ma escono senza nemmeno un punto a causa dei dettagli sbagliati e di macroscopici errori. Urge resettare e ripartire, perché l’anno nuovo porterà a Bergamo la Roma e, al tramonto del girone di ritorno, occorre trovare morale e nuova energia per affrontare al 2026 con la combattività propria della Dea.






