Marzo 2025-marzo 2026: a un anno esatto da quando ebbe inizio, si conclude la campagna “Mobilità Sicura” con l’obiettivo dichiarato di ridurre gli incidenti stradali, promuovendo in parallelo una cultura di “guida sicura”. Tre mesi prima, il 14 dicembre 2024, era entrato in vigore il nuovo Codice della strada. Prevenzione massima era la parola chiave dell’iniziativa messa in atto su scala nazionale. A Bergamo, in prima fila ci sono stati l’ACI e la Provincia con un’ampia rete di partner e una bella rosa di Comuni.
"Come ACI di Bergamo - fa sapere Valerio Bettoni, presidente di ACI Bergamo - abbiamo espresso un impegno a tutto campo per sensibilizzare, formare, responsabilizzare tutti gli utenti della strada, cominciando dai soggetti più fragili – pedoni in prima istanza, con i ciclisti – e coinvolgendo le scuole, dove da anni siamo operativi, e tutto un esteso cartello di gruppi e associazioni. Uno strumento importante dal punto di vista educativo e divulgativo è stato il libro “Strade sicure per tutti” di Giuseppe Zois che abbiamo fatto “viaggiare” – verbo iconico per noi di ACI – a ogni livello, in diecimila copie, avendo un buon riscontro di consensi. Adesso, dopo questo anno che è stato anche un prezioso mezzo di rilevamento per comportamento e abitudini, soprattutto nel popolo dei conducenti di veicoli a motore, si impone qualche riflessione su come stanno andando le cose.
Vista la stretta normativa scattata anche con il varo del nuovo Codice, era naturale attendersi un deciso miglioramento della situazione. È difficile diagnosticare in misura precisa e forme puntuali l’andamento e la verifica esige comunque un tempo più lungo. Qualche progresso si è avuto, anche per le sanzioni inasprite per chi infrange le norme della circolazione. Il numero degli incidenti, dei feriti e dei morti resta però troppo elevato".
I dati più recenti, statisticamente accertati da ACI/ISTAT si riferiscono al 2024 e per la nostra provincia con una popolazione di 1.110.427 abitanti e un parco di 995.865 veicoli (esclusi i ciclomotori) fotografano questa preoccupante realtà: 2.997 incidenti contro i 2.720 del 2023, 49 morti (41 nel 2023), 3.876 feriti (3.575 nel 2023). Stando ai dati registrati sempre nel 2024, in Germania – con una popolazione di 83,51 milioni di abitanti contro i 58,99 dell’Italia – si sono avuti 2.770 morti e in Italia 3.030. Con 24,5 milioni di abitanti in più i tedeschi hanno avuto 260 morti in meno.
"Il rispetto delle norme non può essere un optional ad altimetria variabile - prosegue Bettoni - . Le cause degli incidenti sono sempre le stesse e vedono ai primi posti le distrazioni con il telefonino, la velocità, disinvoltura elevata con la segnaletica (molta viene bellamente ignorata), con libagioni alcoliche e uso di sostanze stupefacenti. Da anni vado sollecitando controlli più regolari e capillari per abbassare la convinzione di molti nel “farla franca”. Ho sempre premesso che le risorse di personale sono quelle che sono, ma è altrettanto evidente che occorre potenziare anche il considerevole valore aggiuntivo rappresentato dalla tecnologia.
È innegabile che ci vuole da parte di tutti – autorità competenti e utenti della strada – un sussulto di responsabilità specialmente da parte di chi guida, quantomeno per allinearci alla gran parte degli altri Paesi europei che, cifre sott’occhio, dimostrano più tempestività e coerenza nell’intervenire per il miglioramento della disciplina e del rispetto delle normative stradali. L’auspicio forte che come ACI sento di fare, dopo la campagna di sensibilizzazione con “Mobilità Sicura”, è che sulla strada dobbiamo essere tutti più consapevoli, concentrati, attenti e prudenti. E il motto resta “Mola mìa”, mai mollare, sempre attualissimo, ancor più quando a esigerlo è la salvaguardia della sicurezza di ogni singolo utente della strada".







