Il Comune di San Pellegrino Terme chiede con forza la riattivazione, nel più breve tempo possibile, dell’impianto di derivazione dal fiume Brembo e della centrale idroelettrica di Zogno.
"Nei giorni scorsi - si legge nella lettera firmata dal sindaco, Fausto Galizzi - è stata formalmente inoltrata a Regione Lombardia una richiesta di riesame della situazione, che oggi appare paradossale: un’infrastruttura strategica ferma dal dicembre 2023.
La concessione per la grande derivazione d’acqua risulta attualmente sospesa. L’ipotesi di attendere la scadenza naturale, fissata al 31 marzo 2029, per procedere a una nuova gara è del tutto incomprensibile: significherebbe lasciare inattivo un asset fondamentale per quasi sei anni. Il fermo dell’impianto è conseguenza del mancato rilascio dell’autorizzazione a Enel Green Power per l’esecuzione di lavori di manutenzione straordinaria, interventi che la società si era resa disponibile a realizzare a proprie spese. Ogni giorno di inattività rappresenta una perdita concreta di energia pulita, in un contesto internazionale segnato da una grave crisi energetica".
"Si tratta di un impianto di rilevanza primaria", fanno sapere dal Comune di San Pellegrino, che snocciola un po' di numeri: circa 40 milioni di kWh di producibilità media annua; energia sufficiente al fabbisogno di almeno 15.000 famiglie; circa 28.000 tonnellate di CO₂ evitate ogni anno.
Il problema è anche sanitario e di degrado urbano, evidenzia Galizzi: "Nel frattempo, i cittadini che vivono nelle aree limitrofe al canale di derivazione subiscono conseguenze sempre più gravi. Igiene pubblica: il canale a cielo aperto si presenta come una distesa melmosa, con ristagni d’acqua maleodoranti; salute: l’assenza di flusso favorisce la proliferazione di insetti e zanzare; decoro urbano: il letto del canale è invaso da rifiuti e vegetazione infestante.
Il Comune di San Pellegrino Terme chiede a Regione Lombardia un urgente riesame della posizione assunta, affinché vengano autorizzati i lavori di manutenzione straordinaria e si possa procedere alla riattivazione dell’impianto. Le questioni procedurali e burocratiche non possono prevalere né sulla salute dei cittadini né sulla necessità di garantire sostenibilità ambientale ed efficienza energetica".






