Ancora finti Carabinieri in azione: due arresti in poche ore in Bergamasca

I Carabinieri di Bergamo hanno arrestato soggetti ritenuti responsabili di truffa aggravata e furto in abitazione ai danni di persone anziane, perpetrate con il noto modus operandi del “finto carabiniere”.
2 Aprile 2026

Nel pomeriggio del 31 marzo scorso i Carabinieri della Sezione Operativa di Bergamo hanno arrestato, in due distinti interventi, altrettanti soggetti ritenuti responsabili rispettivamente di truffa aggravata e furto in abitazione ai danni di persone anziane, perpetrate con il noto modus operandi del “finto carabiniere”. Le operazioni si inseriscono nell’ambito dei costanti servizi di controllo del territorio predisposti dall’Arma, finalizzati alla prevenzione e repressione dei reati contro il patrimonio, con particolare attenzione alle truffe in danno delle fasce più vulnerabili della popolazione.

Nel primo caso, i militari hanno arrestato un uomo classe 1961 di origine campana, già noto alle forze dell’ordine, sorpreso poco dopo aver raggirato una donna classe 1935, nata a Ponte San Pietro e residente a Curno. L’anziana vittima, vedova e pensionata, è stata contattata telefonicamente da un sedicente Carabiniere che, con tono convincente e incalzante, le riferiva di un presunto furto avvenuto presso un’oreficeria di Bergamo e della necessità di verificare eventuali beni di provenienza illecita in suo possesso.

Durante la conversazione, l’interlocutore – senza inflessioni dialettali e quindi particolarmente credibile – chiedeva alla donna di preparare tutti i monili, il denaro e gli oggetti di valore presenti in casa, prospettando l’imminente arrivo di un “collega” incaricato di effettuare accertamenti fotografici.

Poco dopo, un uomo si presentava presso l’abitazione qualificandosi come appartenente alle forze dell’ordine. Una volta entrato, raccoglieva tutti i beni su un tavolo e, con il pretesto di doverli catalogare e fotografare, li riponeva in una busta, appropriandosene e allontanandosi rapidamente. Il bottino, particolarmente ingente, comprendeva numerosi gioielli in oro, orologi, monete e circa 600 euro in contanti.

Nel secondo intervento, i Carabinieri hanno arrestato un 32enne, anch’egli di origine campana e già censurato, responsabile di analoga truffa ai danni di una donna classe 1947, nata e residente a Lallio. Anche in questo caso, la vittima veniva contattata telefonicamente da un sedicente Carabiniere della Stazione di Treviglio, il quale riferiva di una clonazione della targa del veicolo della donna e del suo presunto coinvolgimento in una rapina con feriti. La telefonata, prolungata e strutturata, era finalizzata a confondere la vittima e a indurla a collaborare.

Durante la conversazione, le venivano richieste informazioni dettagliate circa la presenza di denaro e gioielli in casa, con il pretesto di dover verificare eventuali collegamenti con episodi criminosi. Poco dopo, un complice si presentava presso l’abitazione qualificandosi come incaricato di effettuare rilievi fotografici sui preziosi. L’uomo riusciva a farsi consegnare i monili, per poi impossessarsene e darsi alla fuga. Tra i beni sottratti vi erano numerosi anelli, collane, bracciali e un orologio di pregio.

refurtiva - La Voce delle Valli

In entrambi i casi, l’immediata attività investigativa e il controllo capillare del territorio hanno consentito ai militari di intercettare i responsabili poco dopo i fatti, ed assicurarli alla giustizia. A seguito di perquisizione personale, infatti, gli operanti rinvenivano la refurtiva occultata sugli indagati, recuperandola integralmente e restituendola alle vittime. Gli arrestati sono stati portati, nella mattinata del 1° aprile 2026, davanti al Giudice del Tribunale di Bergamo per il processo con rito direttissimo all’esito del quale è stata disposta la custodia cautelare in carcere per il 32enne ritenuto responsabile di furto aggravato in abitazione e gli arresti domiciliari per il 64enne ritenuto responsabile di truffa aggravata.

Le due vicende confermano un modus operandi ormai consolidato: le vittime vengono contattate telefonicamente da parte di un finto appartenente alle forze dell’ordine il quale crea una situazione di urgenza e allarme (incidenti, furti, indagini ecc.); il malfattore formula specifiche richieste di informazioni sui preziosi presenti in casa; poco dopo, un complice si presenta presso l’abitazione con il pretesto di dover effettuare accertamenti più approfonditi e, approfittando di un momento di distrazione della vittima, sottrae i beni e si dà immediatamente alla fuga.

L’Arma dei Carabinieri rinnova l’invito alla cittadinanza, in particolare agli anziani e ai loro familiari, a prestare la massima attenzione:

  • diffidare sempre di telefonate che richiedono denaro o oggetti di valore;
  • nessun appartenente alle forze dell’ordine chiede di consegnare contanti o gioielli per verifiche;
  • non aprire la porta a sconosciuti senza aver verificato la loro identità;
  • contattare immediatamente il 112 in caso di dubbio;
  • confrontarsi con familiari o vicini prima di prendere qualsiasi decisione;
  • denunciare sempre e tempestivamente è fondamentale: solo così è possibile fermare i responsabili e prevenire ulteriori episodi.

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