Ieri, sabato 18 luglio, è venuto a mancare Domenico Locatelli, classe 1952, originario di Brancilione di Corna Imagna e, da qualche anno, residente a Sant'Omobono Terme. Persona di grande sensibilità umana e spirituale, era molto conosciuto in tutta la valle.
Di professione infermiere analista agli Ospedali Riuniti di Bergamo e al Papa Giovanni negli anni prima della pensione, Domenico si faceva trovare sempre pronto per dare una mano nella parrocchia di Locatello, ad esempio, per la festa di Sant'Antonio Abate a Brancilione (iconica la tombola "firmata Domenico" per chi frequentò negli anni 90/2000 la festa di Sant'Antonio). Significativo anche l'impegno come catechista durante gli anni di sacerdozio di don Francesco Spinelli (venuto a mancare nel 2021), al quale era legato da una profonda amicizia.
Spiritualità, impegno sociale e sport. Domenico era nutrito anche da una grandissima passione per la bicicletta: per oltre 35 anni, prima di concedersi la meritata pensione, Domenico macinò innumerevoli chilometri in sella al suo amato mezzo per raggiungere ogni giorno il posto di lavoro, l'ospedale di Bergamo, partendo da Corna Imagna (negli ultimi anni da Sant'Omobono). Spesso, inoltre, sempre in sella alla sua bicicletta, era solito consegnare referti ed esiti medici direttamente nelle case delle famiglie della valle.
Restando in tema bicicletta, nel 2019, Domenico Locatelli pubblicò il libro "Dalla Valle Imagna a San Pietroburgo, pedalando sulle orme del Quarenghi", testo che ripercorreva le gesta di un gruppo di irriducibili ciclisti amatoriali del Gruppo Ciclistico Valle Imagna (incluso Domenico, ovviamente) che, 30 anni fa, da Rota d'Imagna arrivarono in sella ad una bici fino a San Pietroburgo seguiti da un pullman strutturato per trasportare le biciclette.
Gli avventurieri su due ruote passarono per Svizzera, Germania, Danimarca, Svezia e Finlandia sulle orme dell'architetto Giacomo Quarenghi, originario di Rota d'Imagna. Era il 9 agosto 1994 e l'idea di quella "pazza" avventura ciclistica venne a Stefano Frosio proprio per celebrare il 250esimo anno dalla nascita del grande architetto valdimagnino, che alla corte di Caterina II in Russia progettò alcuni degli edifici più importanti di San Pietroburgo. Ed è proprio qua, al teatro dell'Hermitage (ovviamente "firmato Quarenghi") che al termine della traversata i nove consegnano al vicedirettore la bolla di nascita dell'architetto che attesta la sua nascita a Rota d'Imagna.
Negli ultimi tempi la malattia e la sedia a rotelle avevano indebolito il suo corpo, ma non il suo spirito. Lo ricorda con commozione il sindaco di Sant’Omobono Terme, Ivo Manzoni, che ha voluto rendergli omaggio a nome dell’intera comunità: "Era una bravissima persona, che ha fatto tanto per gli altri. Purtroppo la malattia, negli ultimi tempi, lo aveva molto debilitato. Va inoltre riconosciuto il grandissimo impegno della moglie, che gli è sempre rimasta accanto con dedizione assoluta". I funerali si svolgeranno domani, lunedì 20 luglio, alle ore 14.30 nella chiesa parrocchiale di Selino Basso a Sant'Omobono. Domenico Locatelli lascia la moglie Gloria e i figli Alessia, Valentina, Francesco e famiglie.

Ultime Notizie
-
mi ricordo benissimo di questa spedizione a San Pietroburgo. c'era anche il.mio amico Valentino Todeschini. adesso.si saranno ritrovati.





