Violenza di genere, oltre 400 denunce in due mesi in provincia di Bergamo

I Comandi Stazione hanno ricevuto in questo periodo oltre 400 denunce inerenti ai reati del “codice rosso”: nei procedimenti scaturiti a seguito di queste denunce, 261 indagati sono italiani e 139 stranieri.
16 Agosto 2026

Anche durante la stagione estiva i Carabinieri continuano ad operare per contrastare e reprimere i diversi fenomeni criminali. Tra questi, si segnala la perdurante proliferazione dei reati del “codice rosso”, che impegnano incessantemente l’Arma e tutte le Istituzioni pubbliche e private che compongono la Rete Provinciale Antiviolenza anche durante il periodo estivo.

All’origine del fenomeno sono spesso le problematiche economiche all’interno della coppia o del nucleo familiare. Si registra inoltre un crescente numero di situazioni conflittuali scaturenti da alcolismo, tossicodipendenza e ludopatia. In minore misura, la casistica evidenzia anche problematiche legate alla gelosia ed a patologie psichiatriche che affliggono la persona indagata. Si ha infatti contezza di situazioni tenute nascoste dalla parte offesa (interruzione arbitraria di psicofarmaci – comparsa di improvvisi cambiamenti della personalità), taciute per vergogna, sensi di colpa o irrazionale paura delle conseguenze penali in capo all’indagato, che poi diventato ingestibili ed infine sfociano in aperta violenza.

Prendendo in considerazione l’arco temporale compreso tra 01 giugno 2026 e 10 agosto 2026, le quattro Compagnie Carabinieri che presidiano la provincia di Bergamo sono state costantemente impegnate. Si riportano di seguito alcuni dati relativi all’attività di contrasto svolta nello specifico settore dal Comando Provinciale Carabinieri di Bergamo. I Comandi Stazione hanno ricevuto in questo periodo oltre 400 denunce inerenti ai reati del “codice rosso”: nei procedimenti scaturiti a seguito di queste denunce, 261 indagati sono italiani e 139 stranieri; in 20 casi le persone indagate sono donne e in 144 casi trattati tra l’indagato e la persona offesa vi sono gradi di parentela stretti (genitori/figli/fratelli).

Inoltre le Centrali Operative delle quattro Compagnie Carabinieri, tra le numerose chiamate pervenute, hanno ricevuto al 112 NUE 367 richieste d’intervento attinenti probabili fatti reato del “codice rosso”: in tali occasioni sono emerse situazioni complesse, spesso sottaciute dalle vittime per mesi o anni fino al verificarsi di eventi particolarmente violenti. Di tali fatti è stata informata l’Autorità Giudiziaria che ha esaminato i singoli casi ed emesso le relative deleghe d’indagine, da evadere entro tre giorni dalla notizia di reato. Tutte le notizie di reato relative a questo fenomeno vengono immediatamente riferite dai Carabinieri alla Procura della Repubblica di Bergamo; in particolare quelle relative ai reati del “codice rosso” vengono assegnate al pool “fasce deboli”, un gruppo di magistrati costantemente attivo per la trattazione specifica di questa tipologia di reati: tra i numerosi procedimenti in trattazione, nel periodo in esame sono state assegnate oltre 300 deleghe d’indagine alle Stazioni Carabinieri della provincia di Bergamo, con il fine di accertare nel minor tempo possibile, la sussistenza del reato, raccogliere e preservare le fonti prova ed eventualmente adottare provvedimenti cautelari urgenti soprattutto per la salvaguardia delle vittime.

A seguito dell’emersione del problema, i Carabinieri offrono alle persone offese la tutela da parte delle strutture della rete antiviolenza, grazie ai Comuni e soprattutto alle associazioni per la tutela delle vittime di violenza di genere, per fornire loro un collocamento in una struttura protetta: nel periodo in esame, 35 vittime hanno chiesto di potersi rivolgere ad un centro antiviolenza.
In 40 procedimenti per “codice rosso” l’Autorità Giudiziaria ha disposto l’adozione di misure cautelari personali quali l’allontanamento dalla casa famigliare, il divieto di avvicinamento, fino alla custodia cautelare in carcere per reati di violenza di genere.

A titolo esemplificativo si riportano alcuni interventi che sono stati effettuati in provincia nel periodo in esame.

Ponte San Pietro - Nei primi giorni di giugno, un equipaggio dipendente della Compagnia Carabinieri di Bergamo interveniva a Ponte San Pietro a seguito della richiesta di una donna che segnalava di aver subito un’aggressione fisica e verbale da parte del fratello il quale, aveva adoperato un coltello per minacciare sia lei che gli anziani genitori e i suoi figli minori. L’intervento dei militari aveva portato all’identificazione del sospettato che veniva tratto in arresto per i reati di maltrattamenti in famiglia ed estorsione. L’arresto era stato poi convalidato, con l’applicazione della custodia cautelare in carcere dell’indagato da parte del G.I.P. di Bergamo.

Valbrembo - Dopo due episodi di maltrattamenti in famiglia avvenuti in Valbrembo (BG) nel mese di dicembre 2025 ad opera di un ragazzo ventiseienne nei confronti della zia sessantaquattrenne che conviveva con il nipote nella stessa abitazione, nel mese di giugno del corrente anno, a seguito di ulteriore episodio di minacce, la donna si decideva a formalizzare querela; attesi i precedenti episodi dopo pochi giorni veniva applicata al ragazzo la misura cautelare dell’allontanamento dalla casa famigliare con il conseguente divieto di avvicinamento alla zia. A seguito di violazione delle prescrizioni imposte, dopo appena una settimana, venivano applicate ulteriori misure cautelari del divieto di dimora e, atteso il rifiuto da parte del giovane dell’applicazione del braccialetto elettronico, dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria. Agli inizi del mese di luglio, dopo ulteriori violazioni delle prescrizioni imposte dalle misure cautelari cui era sottoposto, al ragazzo veniva applicata la misura cautelare della custodia in carcere dove tuttora si trova ristretto.

Urgnano - Durante la festa cittadina "Fermento" a Urgnano (notte 2-3 agosto), i Carabinieri hanno tratto in arresto M.L., 25enne di Cologno al Serio di origini marocchine, per un’aggressione di estrema violenza ai danni della madre 42enne. L’aggressione e il salvataggio: in via Matteotti, davanti ai passanti, il giovane ha spinto la madre contro un muro stringendole le mani al collo per strangolarla. La donna è stata salvata da due cittadini e dal tempestivo intervento dei militari. I precedenti (madre ed ex compagna): la vittima lo aveva già denunciato per maltrattamenti pochi giorni prima. Il 25enne aveva inoltre tenuto un comportamento analogo nel giugno 2025 a Bergamo, quando aveva percosso e messo le mani al collo all'ex compagna 26enne, poi finita in ospedale con 7 giorni di prognosi. La violenza contro i Carabinieri: alla vista della pattuglia, l’uomo ha tentato la fuga, sferrando calci e gomitate durante la colluttazione, oltraggiando i militari e ferendone uno. Ha poi reiterato gli insulti e i tentativi di aggressione anche una volta condotto presso il Comando. All’esito della direttissima, il 25enne è stato posto agli arresti domiciliari. Risponderà dei reati di maltrattamenti in famiglia, lesioni, resistenza e oltraggio a Pubblico Ufficiale.

Questa onerosa attività di contrasto si somma a quella svolta dal comando provinciale Carabinieri per la repressione dei reati predatori e allo sforzo profuso nel costante monitoraggio del territorio per garantire l'ordine e la sicurezza pubblica.

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