Basta una zampata di Scamacca e la Dea entra in Conference League: in Ungheria i neroazzurri hanno la meglio sull’Hapoel Tel Aviv grazie al proprio numero 9, sebbene la prestazione sia ancora lontana dagli standard che ci si aspetterebbe. Qualche cambio per ciascun reparto per Sarri, a partire da entrambi i terzini: fuori Bernasconi e Zappacosta, dentro Kolasinac e Bellanova.
A metacampo staffetta balcanica con Samardzic che rileva Pasalic, mentre è il montenegrino Krstovic la prima punta con Raspadori e Zalewski ai lati, parte dalla panchina De Ketelaere. Gli israeliani si affidano a Boateng in avanti con Falcao e Kraev sulla mediana.
L’inizio è tutto di marca biancorossa, con i padroni di casa in grado di imporsi su un’Atalanta troppo morbida nelle prime battute e quasi mai in grado di prendere in mano il pallino del gioco. Samardzic si mette in mostra prima con un tentativo dal limite che è una telefonata a Tzur, poi con uno slalom che sfrutta una punizione al limite mal calciata, infine con un altro tentativo di mancino da fuori che finisce alto.
La metà sinistra dell’attacco orobico, con Zalewski, il serbo e Bellanova, sembra quella più in forma, mentre Raspadori è costretto a ripiegare spesso per aiutare Kolasinac, in netta difficoltà contro Owusu e contro Boateng che si inserisce negli spazi lasciati tra i due centrali bergamaschi.
La situazione migliora, per l’Atalanta, nel secondo tempo grazie agli ingressi di Pasalic, De Ketelaere e soprattutto di Scamacca. Il primo pallone toccato dall’attaccante è una sponda, il secondo diventa un gol. Bernasconi guadagna caparbiamente un corner sulla sinistra battuto da Zalewski, lo stesso Bernasconi prova la conclusione dal limite sulla respinta del portiere e Scamacca in piena area ci mette il piede per deviare in porta la palla del gol che, di fatto, regala la qualificazione alla Dea.
L’Hapoel Tel Aviv prova a rimontare, ma senza quella freschezza e lucidità viste nella prima frazione e ci pensa Carnesecchi a sventare l’unica occasione davvero pericolosa. Basta quindi un 1 a 0 agli orobici per accedere alla fase campionato di Conference League, obiettivo centrato con il minimo sforzo soprattutto nell’arco dei 180 minuti, ma è chiaro che la squadra sia un cantiere aperto che non può prescindere dai pochi giocatori di qualità quali Scamacca e De Ketelaere. Ora la Dea tornerà in campo contro il Bologna per l’ultimo impegno di agosto, impegno di caratura decisamente superiore per continuare a crescere.






