Viabilità in Val Serina, dall'emergenza alla prevenzione si può? "Lavoriamo su manutenzione e presidio"

La strada provinciale SP27 della Val Serina - chiusa nel tratto compreso tra il Comune di Algua e Rosolo di Serina da venerdì 28 agosto a causa di un grosso masso al centro di un lungo dibattito promosso questa mattina.
7 Settembre 2026

La strada provinciale SP27 della Val Serina, chiusa nel tratto compreso tra il Comune di Algua e Rosolo di Serina da venerdì 28 agosto a causa di un grosso masso, la cui apertura è prevista per il 18 settembre, al centro di un lungo dibattito promosso questa mattina, lunedì 7 settembre, presso la sala consiliare del Comune di Serina. Al confronto hanno partecipato i consiglieri regionali Alberto Mazzoleni e Jonathan Lobati, il presidente della Provincia di Bergamo Gianfranco Gafforelli, il presidente della Comunità Montana Valle Brembana Valeriano Bianchi, i sindaci e gli amministratori della Valle e i rappresentanti delle attività imprenditoriali e produttive.

Regione Lombardia ha già formalizzato la richiesta dello stato di emergenza nazionale, ma il riconoscimento non è ancora arrivato. Nel frattempo, il percorso alternativo (da Costa Serina o da Bracca/Frerola/Serina - anche per mezzi pesanti) allunga i tempi di percorrenza di oltre 15 minuti.

Dall'incontro la conferma che la strada provinciale, se le condizioni meteorologiche consentiranno di procedere regolarmente, riaprirà il 18 settembre: il materiale instabile verrà fatto scendere e rimosso e saranno posate reti paramassi e sistemi di protezione con funi. Nel frattempo, però, il percorso alternativo sta creando notevoli disagi, soprattutto alle aziende che devono utilizzare camion e mezzi pesanti.

Il sindaco di Serina Michele Villarboito, nel ringraziare la Provincia, i Vigili del fuoco e i Carabinieri per la rapidità degli interventi, ha sottolineato l’importanza di affrontare la situazione con tempestività. Il Comune ha chiesto il riconoscimento dello stato di calamità, che al momento non è ancora stato concesso. “Ma - ha sottolineato il sindaco di Serina - la messa in sicurezza della strada non è il solo problema. La sicurezza riguarda tutte le strade della valle e bisogna lavorare sulla prevenzione e sulla programmazione degli interventi di manutenzione”.

Il Presidente della Provincia di Bergamo, Gianfranco Gafforelli, ha ribadito l'importanza di un intervento rapido da parte della propria amministrazione mettendo in evidenza che le risorse necessarie per tutte le opere di manutenzione dovranno essere spalmate su molti soggetti, viste le possibilità finanziarie della Provincia. Il consigliere regionale Jonathan Lobati ha evidenziato la necessità di lavorare su un vero progetto di messa in sicurezza, ricordando la disponibilità della Regione a intervenire. Secondo Lobati, non è realistico pensare a un percorso alternativo permanente: occorre invece intervenire sulla viabilità esistente, anche attraverso la manutenzione delle selve e della vegetazione. "È inoltre importante - spiega Lobati - fare in modo che tutta la filiera amministrativa a partire dai sindaci, Provincia, Comunità Montana, e Regione, facciano rete per la richiesta dello stato di emergenza per spingere il Governo a esprimersi positivamente.”

Alberto Mazzoleni, consigliere di Regione Lombardia, ha richiamato l’attenzione sulla necessità di sensibilizzare le istituzioni non solo sul riconoscimento dello stato di emergenza ma anche nel mettere in sicurezza anche le strade alternative. Dal confronto è emersa anche la necessità di una programmazione a lungo termine. "I terrazzamenti fatti dai nostri nonni prima o poi scenderanno", è stato ricordato dal sindaco di Bracca Giacomo Gentili, Presidente del Consorzio dei comuni della Valle Serina, sottolineando quanto sia indispensabile intervenire sulla manutenzione del territorio prima che nuove emergenze rendano gli interventi ancora più costosi.

Fausto Dolci, sindaco di Costa Serina, ha posto anche una domanda sull’utilizzo delle nuove tecnologie: è possibile monitorare il territorio attraverso droni e altri strumenti? Lobati ha spiegato che queste tecnologie possono essere utili per individuare lo smottamento di un terreno, ma difficilmente possono prevedere la caduta improvvisa di un singolo masso. Secondo il geologo Gianluca Boffelli, consulente di alcuni Comuni del territorio, la situazione resta «molto problematica»: la gestione dell’emergenza nell’immediato è corretta, ma il territorio è fragile e la possibilità che si verifichino altri episodi resta elevata ed è caratterizzata soprattutto da eventi “puntuali e non prevedibili”. La riapertura del 18 settembre rappresenta quindi un primo importante passo. Ma per la Val Serina la vera sfida sarà passare dall’emergenza alla prevenzione, con risorse, manutenzione e una programmazione condivisa tra tutti gli enti.

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