Immigrazione, a Bergamo +5mila stranieri in due anni: sono l'11,5% della popolazione bergamasca

Presentato il dossier statistico IDOS, promosso da CGIL, CISL e UIL Lombardia. Zanotti (Anolf Bergamo): “ Serve maggior impegno in accoglienza e integrazione”
27 Ottobre 2026

Al 31 dicembre 2025 i cittadini stranieri residenti in Lombardia erano 1.257.557, il 12,5% della popolazione regionale, contro una media nazionale del 9,4%. La Lombardia si conferma così il principale polo di residenza straniera in Italia. Nel 2025 la crescita è stata di 36.037 unità (+3,0%), il doppio rispetto al 2024 (+1,5%). Senza le 52.558 acquisizioni di cittadinanza italiana registrate nell’anno, l’aumento sarebbe stato molto più ampio. In provincia di Bergamo, negli ultimi due anni, i residenti sono cresciuti di quasi 5000 unità.

È quanto emerge dal Dossier Statistico Immigrazione 2026, curato dal Centro Studi e Ricerche IDOS con il sostegno di CGIL, CISL e UIL della Lombardia, e presentato oggi a Milano nella sede di Emergency.
Quella immigrata è una popolazione giovane che riequilibra la demografia. I minori sono il 20,1% degli stranieri residenti, contro il 14,2% tra gli italiani. Gli over 64 sono appena il 6,1%, contro il 26,8% tra gli italiani. La Città metropolitana di Milano concentra quasi 500mila residenti stranieri, con un’incidenza del 15,4%, la più alta della regione. Le più basse sono a Sondrio (6,8%) e Como (8,7%). Le prime collettività sono la romena (168.384), l’egiziana (110.031) e la marocchina (86.358). I permessi di soggiorno validi per cittadini non comunitari sono 1.013.022, un quarto del totale nazionale, e il motivo prevalente è quello familiare.

Scuola: due studenti stranieri su tre sono nati in Italia - Nell’anno scolastico 2024/2025 gli studenti con cittadinanza non italiana sono 236.347. Sono il 17,9% degli iscritti in Lombardia e il 25,2% di tutti gli studenti stranieri in Italia. I nati in Italia sono 158.235, il 67,0%, e nella scuola dell’infanzia la quota arriva all’82,7%. La scuola lombarda regge anche grazie a loro. In dieci anni gli iscritti complessivi sono calati del 6,5%, mentre gli studenti stranieri sono cresciuti del 17,2% e quelli nati in Italia del 29,5%. Solo nell’ultimo anno gli studenti italiani sono diminuiti dell’1,6%, mentre quelli stranieri sono rimasti stabili (-0,1%).

L’incidenza è più alta nella primaria (21,2%) e nella secondaria di I grado (20,1%) e scende al 12,8% alle superiori. Qui resta una forte polarizzazione dei percorsi: gli studenti stranieri si concentrano negli istituti tecnici (42,2%) e professionali (29,8%), mentre solo il 28,0% frequenta un liceo. È un divario che rischia di riprodursi più avanti nel mercato del lavoro.
Tra gli studenti la prima collettività è quella egiziana (29.751), seguita da marocchini (25.728), romeni (25.638) e albanesi (22.809). È il segno di una maggiore presenza di famiglie con figli in età scolare in alcune comunità.

Lavoro: una presenza strutturale, ma ancora segmentata - La Lombardia concentra il 28,5% dei lavoratori non comunitari occupati in Italia. Nel 2025 gli occupati stranieri sono circa 610.000, il 13,4% del totale, in crescita di 0,2 punti. Le donne sono il 39,0%. Il tasso di occupazione degli stranieri è del 65,3%, contro il 70,3% degli italiani. Il loro tasso di disoccupazione (5,5%) è più basso della media nazionale degli stranieri (9,1%), ma resta più che doppio rispetto a quello degli italiani (2,5%). Gli stranieri sono oltre un quarto dei disoccupati in regione, e più della metà di loro sono donne. Cresce il lavoro autonomo, mentre i dipendenti scendono dall’87,4% all’85,1%. La Lombardia ha inoltre la più alta incidenza nazionale di non comunitari tra i lavoratori a tempo determinato (27,3%).

I dati forniti sulla nostra Provincia evidenziano una costante crescita della presenza di immigrati che, anno su anno, cresce di poco più del 2%, costituendo nel 2025 l’11,5% della popolazione. E’ significativo il contributo dei cittadini non comunitari che, dato 2025, costituiscono più dell’83% del totale (106.155) dei quali il 48,7% è titolare di permesso di lungo soggiorno. Da sottolineare che, questi ultimi, si sono ridotti di oltre 17 punti percentuali dal 2023 mentre, in quota parte, sono aumentati quelli a termine: quelli con motivazione “per lavoro” sono il 30% nel 2025 e interessano oltre 23.000 persone, con un incremento di oltre 6.000 unità dal 2023. La motivazione “per famiglia” è quella che in percentuale pesa di più e riguarda il 54,2 dei permessi interessando oltre 41.500 persone. Tale dato è aumentato di quasi il 10 punti dal 2023 al 2025 quando interessava poco più di 26.000 persone.

Da notare che se nel triennio considerato si sono ridotti i permessi per protezione internazionale dal 15,6 al 6,3%, sono aumentati leggermente i permessi per richiedenti asilo (dal 4,9 al 6,1%). Sul fronte delle cittadinanze, l’elaborazione dei dati Istat fatta dalla Cisl di Bergamo consente di evidenziare che le acquisizioni (5.008 nel 2023, 6.599 nel 2024 e 6.483 nel 2025) fotografano una popolazione con background che ha un percorso di permanenza lungo e stabile e che sceglie, per varie ragioni, di diventare cittadina italiana. Prevalentemente parliamo di uomini (54% su dati 2024) e tra le motivazioni previste dalla legge la prevalente (45%) è “per residenza”, cioè per la permanenza legata a determinati requisiti di reddito, il 5% “per matrimonio”, il 39% riguarda i minori che la ottengono per effetto della cittadinanza dei genitori, il 7% “per elezione” e il 4% per “ius sanguinis”. Confrontando i dati 2024 e 2023, quelli per cui abbiamo un’elaborazione dettagliata, in termini di cittadinanza d’origine rispetto alla riconosciuta cittadinanza italiana, quella del Marocco prevale (18-19%), è stabile quella dell’Albania (13%), si riduce quella del Senegal (dal 9 al 6%), aumenta l’India (dal 10 al 15%).

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