Cornabusa da record, 146mila ingressi in 10 mesi: "Il boom dopo la pandemia, grazie ai volontari"

Nel 2018 il concorso FAI e l'arrivo delle spoglie di Papa Giovanni XXIII hanno portato il santuario alla ribalta nazionale. Poi la creazione di una macchina organizzativa straordinaria.
2 Novembre 2026

Lo scorso anno 135mila pellegrini hanno varcato la soglia del Santuario della Madonna della Cornabusa. Un numero impressionante, ma quest'anno già pareggiato nel mese di settembre: i numeri di fine ottobre, registrate dal sistema (installato nella primavera del 2024), parlano infatti di 146mila ingressi nel santuario mariano.

A spiegare questa crescita esponenziale è Renzo Frosio, volontario del gruppo Amici della Cornabusa e cicerone del santuario: "Nel 2018 la raccolta firme del concorso FAI 'I Luoghi del Cuore' (4° nella classifica nazionale ndr) e l'arrivo delle spoglie di Papa Giovanni XXIII sono stati due momenti che ci ha fatto conoscere a livello nazionale".

Ma il boom vero e proprio è arrivato dopo la pandemia, evidenzia Frosio: "Con l'inserimento del Gruppo Accoglienza, dei vari animatori, con una maggiore attenzione alla pulizia e accorgimenti scrupolosi in grotta, con una capillare organizzazione interna, dove ognuno svolge il proprio compito". Non più una "visione limitata, ma un approccio a 360 gradi, che spinge a collaborare in sinergia i vari volontari, facendo in modo che il pellegrino trovi la risposta e la soluzione ad ogni sua richiesta".

Una vera e propria macchina organizzativa ben oliata e rodata: "Difficile trovare una struttura organizzativa come la nostra in altri santuari - spiega Frosio - C'è chi arriva di prima mattinata e sistema in grotta i fiori e le candele, chi aggiusta l'allineamento dei banchi e delle sedie interne ed esterne, chi si dedica alla pulizia di cestini, foglie, vasche, bacinelle. Chi, ancora, si occupa del Museo e della terrazza panoramica nella Casa del Pellegrino, chi accoglie al cancello i pellegrini, dando loro informazioni liturgiche, paesaggistiche o distribuendo volantini per le iniziative, chi fa da animatore per le Sante Messe, gli organisti.

E non dimentichiamoci il Coro della Cornabusa, che accompagna le celebrazioni solenni, dei volontari nella cancelleria e chi si occupa delle visite guidate. Vi assicuro che tutti i pellegrini che sono passati di qua tornano a casa contenti, ringraziandoci per averli accolti in modo familiare. E per ultimo, ma non meno importante, la religiosità e la spiritualità dettata nel tempo, dal Cappellano don Leone Messa, che qui manifesta sempre in quell'abbraccio che la Madonna Addolorata della Cornabusa ha per tutti coloro che qui la vengono a trovare e cercare".

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Commenti:
  1. È un piacere leggere notizie dal paese della mia famiglia. Sono la figlia di Luigi, Gino Gotti e Giseppina Epis. Ho vissuto a Oltre il Colle per due anni; avevo 12 anni e ci incontravamo al Bar Cristallo. Saluti da Rio Gallegos, Santa Cruz, Argentina.

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