"In acqua sono tornata a danzare": Letizia Milesi premiata alla Cornabusa dall'Associazione Genesis

Non poteva esserci scenario migliore che il Santuario della Cornabusa per celebrare l'incredibile storia di rinascita di Letizia Milesi, 26enne nuotatrice paralimpica di Roncobello, neo campionessa europea.
3 Novembre 2026

Non poteva esserci scenario migliore che il Santuario della Cornabusa, sabato 31 ottobre, per celebrare l'incredibile storia di rinascita di Letizia Milesi, 26enne nuotatrice paralimpica di Roncobello, neo campionessa europea nei 50 stile libero, insignita del “Premio Arte, Cultura e Sport" che sostiene l'arte, la cultura e lo sport nella disabilità e conferito dall'Associazione Genesis di San Pellegrino Terme.

“Questo premio vuole essere anche un tributo ai sogni, sogni che tutti noi coltiviamo ma non sempre riusciamo a raggiungere – spiega il dottor Giampietro Salvi, neurologo presso l'Istituto Clinico Quarenghi e presidente dell'Associazione Genesis di San Pellegrino Terme – La storia di Letizia dimostra di come con la forza di volontà e il duro lavoro i sogni possano essere raggiunti e, spesso, persino superati”.

“Io facevo danza già a 3 anni, era la mia più grande passione e sognavo di diventare ballerina professionista – racconta Letizia Milesi –. Poi a ottobre 2017, a 17 anni, l'incidente che mi ha scombussolato i piani: salendo sul bus di scuola sono stata strattonata all'indietro e feci una brutta caduta, il risultato fu una emiparesi destra. Restai in ospedale per 9 mesi. Di quel periodo ricordo solo il buio, ho davvero toccato il fondo. Non ero più io, ero rimasta senza la danza e in solitudine. La disabilità va per forza accettata da chi la vive in prima persona, ma non sempre gli altri sono in grado di accoglierla nelle loro vite”.

Poi l'intervento in USA che fece alzare la ragazza, rimasta dopo l'incidente su una carrozzina: “Quell'operazione mi ha aiutato a rimettermi in piedi, finanziato grazie alla generosità di una straordinaria Valle Brembana”. In quel periodo, era il 2019, arrivò anche l'aiuto dalle istituzioni, ad esempio, importante fu anche l'aiuto di Alessandra Gallone, all'epoca senatrice e oggi presidente dell'Ispra e Consigliera del Ministro dell'Università e della Ricerca Anna Maria Bernini.

“Con la fisioterapia post operatoria mi consigliarono di fare nuoto. Inizialmente mi sembrava di tradire la danza, ma nuotare in qualche modo è stato come tornare a ballare. In acqua mi sento leggera, sinuosa. Ho deciso allora di provare qualche gara, sono sempre stata una persona molto competitiva. I primi risultati arrivano quasi subito, poi l'anno scorso la medaglia di legno ai mondiali e quest'anno oro, argento e bronzo ai Campionati Europei. Ora sogno le Olimpiadi di Los Angeles 2028” conclude Letizia.

Presenti alla cerimonia anche la vicesindaca di Sant'Omobono Terme, Maristella Sirtori, il sindaco di Sedrina, Stefano Micheli e ospite d'onore l'astrofisica originaria di San Pellegrino Terme Maria Elena Monzani, lead scientist sulla materia oscura alla Stanford University e molto attiva a livello internazionale sui temi dell'accessibilità e dell'inclusione delle persone con disabilità nel mondo scientifico. Prima della premiazione la Santa Messa in grotta presieduta da don Leone Messa, accompagnata dal coro Figli di Nessuno di San Giovanni Bianco.

letizia cornabusa 1 - La Voce delle Valli
La premiazione nel museo della Cornabusa - Foto Gianni Gritti

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