A Berbenno il parroco porta il Vangelo su Instagram: "Sempre meno giovani in chiesa, parliamo sui loro canali"

In un’epoca in cui il campanile fatica a farsi sentire oltre i confini del sagrato, c’è chi ha deciso di smontare i microfoni dell'altare per accendere quelli dello smartphone.
27 Maggio 2026

In un’epoca in cui il campanile fatica a farsi sentire oltre i confini del sagrato, c’è chi ha deciso di smontare i microfoni dell'altare per accendere quelli dello smartphone. Don Michele Lievore, parroco di Berbenno, ha scelto di abitare la "piazza digitale", convinto che la Parola debba viaggiare veloce quanto una connessione in fibra ottica. Non si tratta di una moda, ma di una necessità pastorale: intercettare chi, in chiesa, non mette più piede da tempo.

L'approccio di don Michele è diretto, quasi radicale nella sua semplicità. "Fatico a vedere una chiesa che sia racchiusa solo all’interno dell’edificio e che usi come unico sistema comunicativo i microfoni delle navate", spiega il parroco con la schiettezza che lo contraddistingue. "I social sono uno strumento potente: possono causare danni immensi, è vero, ma restano una straordinaria opportunità di annuncio del Vangelo. Sono i canali dei giovani e dobbiamo essere capaci di raggiungere la gente esattamente dove si trova, dove abita quotidianamente".

Per don Michele, restare chiusi in canonica ad aspettare che qualcuno bussi alla porta è un lusso che la Chiesa non può più permettersi. La sua è una visione "itinerante", che richiama le origini stesse del Cristianesimo: "Gesù chiama passando, non chiama all’interno del tempio. È una rivoluzione rispetto alla dinamica statica del luogo sacro: lui ha chiamato dei pescatori mentre erano al lavoro. C’è un dentro e un fuori, e una comunità non può annunciare solo all'interno: deve farlo in entrambi i luoghi".

Non si tratta solo di postare foto, ma di fornire strumenti reali. Don Michele propone una vera e propria scuola di preghiera virtuale, ispirata al metodo di Sant’Ignazio di Loyola. "Voglio aiutare le persone a trovare un loro modo di pregare, che non può più essere solo la forma classica", sottolinea il sacerdote. "Se gli anziani praticano già bene la fede, nelle persone di età medio-giovane la relazione con il Signore è diventata debolissima. Per questo cerco di fornire un metodo, un accompagnamento che parta dal quotidiano".

Due pagine Instagram - oltre al profilo principale - con nomi che non passano decisamente inosservati. Da “HaiMaiVistoUnPreteInMoto”, dove il viaggio su due ruote diventa occasione di riflessione spirituale, a “CamminoConLaBibbiaInMano”, una serie di brevi video che approfondiscono le Scritture con un linguaggio accessibile. Ma l’originalità ha un prezzo: il web sa essere un terreno aspro. "Il mondo di chi vive la fede in maniera fondamentalista è vastissimo e spesso ciò che dico dà fastidio", ammette don Michele. Un esempio? La sua visione di un Dio inclusivo. "Quando ho detto che 'Dio vuol bene ai difettati', qualcuno che fa video sulla fede cattolica tradizionale ha risposto che era assolutamente sbagliato. Eppure, è proprio in quelle crepe che passa la luce".

Tra visualizzazioni in crescita e incontri su piattaforme digitali, la parrocchia di Berbenno sperimenta così una nuova forma di vicinanza. Don Michele Lievore non vuole sostituire la Messa con un reel, ma vuole assicurarsi che quel messaggio arrivi anche a chi ha il pollice che scorre veloce su uno schermo. Perché, in fondo, se i pescatori oggi sono su Instagram, è lì che bisogna gettare le reti.

Foto: Santalessandro.org

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Commenti:
  1. parroco in versione digitale è profetico . 🙏🙏😇👍🌞🌈, a pascolare e soccorrere le pecorelle smarrite.

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