A Berbenno prosegue il progetto per anziani fragili: tanti laboratori, dal disegno alla cucina

Il progetto “Poca memoria, tante emozioni" ha coinvolto nove utenti e sei volontari che ha permesso di realizzare un album ricco di emozioni, poesie, ricordi e colori da poter sfogliare a casa con la propria famiglia.
27 Ottobre 2025

Negli scorsi mesi, a Berbenno, è giunta al termine la seconda edizione del progetto “Poca memoria, tante emozioni 2.0”, un’occasione di incontro - con cadenza settimanale -, rivolta ad anziani con fragilità o demenza e con la partecipazione di caregivers, familiari e volontari. A breve comincerà la nuova edizione dell’iniziativa.

L’iniziativa, resa possibile dall’Azienda Territoriale per i Servizi alla persona - Valle Imagna Villa d’Almè (dal Centro Famiglia VIVA, dalla Cooperativa Lavorare Insieme e dal progetto Lessico Familiare), in sinergia con la ProLoco - in particolare nella persona di Susanna Locatelli - e l’Amministrazione Comunale di Berbenno, vede la collaborazione di più figure professionali: l’educatrice Alessandra Viscardi, l’esperta di cantoterapia Mari Celeste Criniti e l’esperta di arteterapia Valentina Capelli. Preziosi sono stati i consigli e l’amichevole consulenza della psicologa Michela Personeni, che ha accompagnato il gruppo nella parte progettuale e ascoltato con grande sensibilità le fatiche dei caregivers.

“Quest’anno il progetto “Poca memoria, tante emozioni 2.0” - spiegano la referente progettuale Pierangela Vassalli e l’educatrice Alessandra Viscardi - ha coinvolto nove utenti e sei caregiver-volontari che, con l’educatrice e le professioniste di arteterapia e cantoterapia, ha permesso a ciascun anziano di realizzare un album ricco di emozioni, poesie, ricordi e colori da poter sfogliare a casa con la propria famiglia”. Ogni incontro ha rappresentato un momento prezioso per stare insieme, in cui ognuno ha assunto un ruolo fondamentale, all’insegna di condivisione e serenità. Quest’anno ha avuto, inoltre, luogo una gita al Museo del Falegname di Almenno San Bartolomeo con visita guidata e laboratorio.

“Durante l’anno il nostro gruppo è cresciuto e si è aperto all’ascolto e alla condivisione. Ogni partecipante è diventato risorsa preziosa per sé e per gli altri e ha permesso a ognuno di sentirsi accolto e libero di condividere esperienze e difficoltà. Tutto ciò in un clima di serenità nel quale non sono mancate le attività, i giochi, la merenda, le traduzioni improvvisate in bergamasco, i laboratori di disegno, pittura e cucina, le “cantate” e i balli ai quali si sono accompagnati tanti racconti di vita, chiacchiere, risate e a volte, qualche lacrima. L’obiettivo del progetto rimane quello di stare bene con se stessi e gli altri e far emergere anche quelle risorse speciali e particolari che ognuno di noi ancora possiede ma che magari ha un po’ dimenticato”.

Un modo, dunque, per amplificare, attraverso un’arte condivisa e per tutti, quel bagaglio di emozioni che ognuno porta in sé, nella ricerca di una parola e di un colore capaci di lavorare su una memoria offuscata: “Le fatiche legate ad una memoria che a volte ci tradisce, sono state così colmate da momenti ricchi di emozioni che rimangono impressi dentro di noi e che ci aiutano ad affrontare più serenamente la quotidianità in attesa dell’incontro successivo. All’interno di tutto ciò l’educatore diventa un punto di raccordo, aiuta a mantenere attiva e positiva la relazione reciproca tra i partecipanti e tra i partecipanti e le diverse figure professionali, dando così continuità al progetto stesso. Grazie davvero di cuore a tutti coloro che hanno supportato in modi diversi il nostro percorso, in particolare alla ProLoco che ci ha messo gentilmente e gratuitamente a disposizione la sala per i nostri incontri, all’Amministrazione Comunale che crede e appoggia questo progetto e alle nostre famiglie che si sono affidate e fidate di noi”.

Da parte dell'Amministrazione comunale vi è infatti l’assoluta disponibilità a portare avanti l’iniziativa, nell’ottica della creazione di quel tessuto sociale capace di fare rete tra i servizi per la comunità in Valle. L’Assessora alle Politiche Sociali Maria Locatelli afferma, infatti: “È con grande orgoglio che esprimo il mio apprezzamento per questo importante progetto sociale attivo nel nostro Comune. Un’iniziativa che sprigiona forza di umanità e di responsabilità collettiva. Ringrazio di cuore gli operatori, i volontari, le famiglie e tutti coloro che credono in questo percorso. Il vostro lavoro ha un impatto reale nella vita delle persone e rende la nostra comunità più attenta e più vicina. Come amministrazione continueremo a sostenere con convinzione iniziative come questa, che mettono al centro le persone, i loro bisogni e il loro valore”. Il progetto riprenderà venerdì 31 ottobre, con il suo nuovo nome: M.E.Mo (Memoria Emozioni Movimento).

laboratorio berbenno - La Voce delle Valli

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