La Val Taleggio piange l'allevatore Agapito Locatelli, 68 anni di Vedeseta, venuto a mancare ieri, giovedì 30 aprile. Primogenito di Guglielmo Locatelli, allevatore, monticatore, casaro custode delle tradizioni della Val Taleggio, tra le quali lo Strachitunt e lo Stracchino, oggi Stracchino all’antica delle valli orobiche, presidio slow food di cui Locatelli è stato tra i primi produttori e ispiratori.
Ponte tra la tradizione zootecnica della Val Taleggio e l'innovazione tecnologica europea. Ha studiato, introdotto e sviluppato tecniche di selezione genetica e inseminazione artificiale fin da giovanissimo, quando tali pratiche erano pionieristiche, portandolo ad essere uno dei principali esponenti del movimento che ruota attorno alle vacche di razza bruna.
Con la disciplina ferrea del bravo allevatore e monticatore, la sveglia non era mai dopo le 5 del mattino, mungitura, colazione e poi le numerose attività in stalla, nei campi, in caseificio, in cantina o nella formazione e nelle relazioni. La sua influenza, infatti, non si è limitata al lavoro o alla tecnica, ma si è estesa alla cultura del lavoro: ha reso l'allevamento un'attività attrattiva per le nuove generazioni, dimostrando che poteva essere fonte di creatività e soddisfazione, non solo di sacrificio. La sua eredità non è solo un'azienda agricola fiorente o dei formaggi DOP o presidio Slow Food, ma una generazione di giovani allevatori che oggi continuano il mestiere grazie al modello che lui ha incarnato.
Tra i primi in Europa a introdurre e studiare tecniche avanzate di selezione e inseminazione artificiale, ha saputo coniugare la ripetizione di gesti quotidiani alla curiosità, viaggiando in Europa e in America per conoscere tecniche, aziende, persone e ha portato i propri animali a ottenere riconoscimenti a livello nazionale e internazionale.
Ha sempre praticato l'alpeggio da maggio a settembre, non solo con i propri animali ma anche gestendo le manze di allevatori della bassa che, fino non molti anni fa, attraversavano la pianura fino a raggiungere Reggetto da dove, a piedi, risalivano le montagne fino alle pendici del Sodadura e del Campelli, sopra i Piani di Artavaggio. Capitava così, d’estate, di incontrarlo nelle baite del Moie, del Piazzo o della Sella, dove era sempre disponibile per una parola, una indicazione, un boccone da consumare insieme.
Casaro, produttore dei suoi formaggi in alpeggio, è stato protagonista di numerose interviste e video TV, italiani e internazionali. L'ultima sua transumanza è stata nel 2025. L'influenza di Agapito si estendeva oltre l'azienda agricola, permeando la comunità locale e il settore zootecnico. È stato consigliere comunale a Vedeseta per molte legislature e ha ricoperto il ruolo di consigliere e presidente nel CDA della Cooperativa Agricola Sant'Antonio.
Mentore per le nuove generazioni: è riconosciuto come colui che ha saputo rendere il mestiere dell'allevatore e del monticatore attrattivo, ispirando molti giovani a intraprendere questa attività in Val Taleggio e oltre. Ha trasformato la percezione del lavoro da pura fatica a fonte di creatività e soddisfazione. L'azienda agricola prosegue grazie ai fratelli Davide e Flaminio, al figlio Marco, e ai numerosi e fidati collaboratori che ha saputo coinvolgere. Lascia anche le figlie Sara e Silvia e la moglie Luisa. La camera ardente è allestita presso la sua abitazione di Reggetto. I funerali si svolgeranno domenica 3 maggio alle ore 14.30 presso la chiesa parrocchiale di Vedeseta.






