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Altro che Indiana Jones, la valdimagnina Sara Previtali porta alla luce una strada romana in Città Alta

Ha fatto notizia il ritrovamento, all'inizio di febbraio, di due tratti di strada romana appena sotto la superficie dell’odierna via Porta Dipinta in Città Alta. Non tutti sanno, però, che nell'equipe di archeologi al lavoro a Bergamo c’è anche una valdimagnina DOC: Sara Previtali.
18 Febbraio 2022

Ha fatto notizia il ritrovamento, all'inizio di febbraio, di due tratti di strada romana appena sotto la superficie dell’odierna via Porta Dipinta in Città Alta. Non tutti sanno, però, che nell'equipe di archeologi al lavoro a Bergamo c’è anche una valdimagnina DOC: Sara Previtali.

“Vengo da Capizzone e ho 26 anni - racconta la giovane archeologa -. Ho studiato alla Statale di Milano, una triennale in Scienze dei beni culturali e la magistrale in archeologia”. Si capisce già che la carriera di Sara punta decisamente in una direzione: “In entrambe le lauree ho fatto una tesi sperimentale sullo scavo di Tarquinia, in ambito antropologico”.

Con l’arrivo del Covid, tuttavia, la situazione cambia: “Complice la pandemia sono, stata contattata da una cooperativa archeologica per fare sorveglianza, ora opero per una ditta in Città Alta, sempre nello stesso ambito”. Ma cosa significa sorveglianza? “Se durante i lavori eseguiti dalla ditta vengono trovate evidenze archeologiche, interveniamo noi, scaviamo e andiamo a vedere cosa ci racconta questo scavo”.

È proprio quanto successo circa due settimane fa, proprio in Città Alta, in via Porta Dipinta. “Stiamo seguendo dei lavori che vanno a potenziare le condutture del gas, durante gli scavi è stata trovata una strada romana: non posso rivelare tutto perché gli scavi sono ancora in corso, ma abbiamo trovato venti metri di strada romana, ben conservata e si tratta di una scoperta eccezionale. Non è da tutti i giorni”.

La rilevanza del ritrovamento risiede nella sua unicità. “È Importante riscoprire il passato romano di Bergamo: a parte qualche epigrafe non si sa molto del sottostrato di quell’epoca, abbiamo solo scavi recenti.” Anzi, aggiunge Sara: “Anche solo gli scavi di anni degli ’50 e ‘60 non sono documentati, dunque non si badava ai reperti e spesso ce ne accorgiamo quando li riportiamo alla luce. Abbiamo trovato un pezzo di strada romana che è stato distrutto dalla fogna e non ci sono documentazioni, sono passati di lì con i condotti e basta. Tante cose della Bergamo romana non si conoscono ancora, aver trovato questa strada va ad aumentare la conoscenza della Città Alta” aggiunge Previtali.

La nostra archeologa svolge un lavoro decisamente particolare ed affascinante: un fascino che, racconta, l’ha colpita fin da bambina. “È una passione che ho da quando sono piccola, un po’ influenzata da Indiana Jones e tutto quello che è il piacere della scoperta. Mi piace il ritrovamento in sé - aggiunge - perché vedo cose che non state viste dalle persone da un sacco di tempo: la strada non vedeva la luce da mille e più anni, camminarci sopra fa un certo effetto”. Gli anni sui libri, in questo caso, son indispensabili per una formazione adeguata.  “Ho studiato tante cose che poi vado a mettere in pratica sul campo: il lavoro è molto fisico, si passa tanto tempo all’aria aperta in ogni condizione meteo, ma quando studi sui libri un tipo di vaso e poi ne trovi un frammento, lì capisci che gli anni passati a studiare sono serviti e che alla fine tutto torna e vedo un riscontro. È un lavoro faticoso, ma dà tante soddisfazioni, sia personali sia come professionista, perché aiuti la comunità a scoprire il suo passato”.

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