La roccia del Resegone si fa custode immortale di tre storie valdimagnine, pronte a intrecciarsi per sempre lassù dove il cielo bacia le nostre vette più care. C'è un filo fatto di amore per le proprie radici e di silenziosa dedizione alla comunità, che unisce i passi e i destini di tre uomini indimenticabili e indimenticati: il medico Lino Brumana (a destra in foto), il generoso Giampiero Personeni, detto Piero (al centro), e l'intellettuale Antonio Carminati (a sinistra).
Questo legame profondo prenderà la forma di una targa commemorativa che, nel fine settimana di sabato 29 e domenica 30 agosto, verrà svelata proprio sulla cima del monte, alle spalle di quella statua della Madonna della Cornabusa che da un anno veglia sulle nostre valli.
Dietro questa suggestiva iniziativa batte il cuore di Stefano Frosio, che è riuscito a tessere una tela di collaborazioni capace di mobilitare le realtà più autentiche del territorio: dalle penne nere del gruppo Alpini di Corna Imagna – guidate con commozione dal capogruppo Ugo Carminati, fratello di Antonio – fino al Centro Studi Valle Imagna, l'istituto che ha avuto la fortuna di avere proprio Antonio come storico e appassionato direttore, senza dimenticare il supporto logistico e spirituale della Croce Rossa locale e della parrocchia mantovana di Riva di Suzzara, guidata da don Giorgio Bugada.
Non è affatto un caso che il tributo sorga proprio accanto alla Vergine della grotta, poiché ognuno di loro ha firmato un pezzo di quel miracolo in quota: se Brumana e Personeni erano legatissimi alla devozione mariana, era stato proprio l'ex sindaco di Corna Imagna, Antonio Carminati, a impegnarsi per consentire la posa dell'effige nel 2025. Ciascuno, a suo modo, ha incarnato i valori più nobili della nostra gente, lasciando un vuoto immenso ma anche un'eredità luminosa: la cura del prossimo, il lavoro instancabile e la riscoperta della cultura locale.
Per celebrare questo straordinario trittico di vite esemplari, la montagna si farà altare sabato 29 agosto alle ore 15 con una Santa Messa in vetta che precederà lo scoprimento della lapide, mentre domenica 30 agosto, alle prime luci, delle 6, la Messa dell’Aurora saluterà il sorgere del sole; un momento mistico e potente che non rimarrà un episodio isolato, ma che le penne nere hanno già battezzato come il primo storico raduno annuale per continuare a dire grazie, anno dopo anno e sempre più in alto, a chi ha reso grande la nostra terra.







