La legge sulla montagna è realtà. Approvazione definitiva in Senato ieri, mercoledì 10 settembre, del DDL Montagna, disegno di legge proposto un anno e mezzo fa dal ministro per gli Affari regionali e le autonomie, Roberto Calderoli. Gli obiettivi della nuova legge sono molteplici: contrastare lo spopolamento attraverso la promozione della permanenza e dell’insediamento di attività produttive nelle aree montane, valorizzando il patrimonio umano e imprenditoriale locale; garantire servizi pubblici essenziali quali sanità, istruzione e uffici postali.
A tale scopo sono previsti, ad esempio, incentivi per rendere più appetibile le professioni sanitarie e l’insegnamento, come il riconoscimento di punteggi aggiuntivi; valorizzare e tutelare gli ecosistemi montani, affinché la loro integrità sostenga economia, benessere e cultura locali, ad esempio attraverso la creazione delle Green Communities; predisporre strumenti agevolativi e finanziari per sostenere investimenti e liquidità reali nelle aree interne, quali fondi garantiti da Cassa Depositi e Prestiti a tasso zero, così come agevolazioni fiscali per l’acquisto o la ristrutturazione della prima casa, ad esempio, attraverso il credito d’imposta.
"A disposizione delle politiche per la montagna vi sono oltre 200 milioni, soldi mai visti e per la vera montagna, com’è giusto che sia - dichiara Roberto Calderoli - E’ finito il periodo in cui a ricevere i fondi per le zone montane sono aree che di montano non hanno nulla a che fare, il territorio montano in Italia è il 35% e lì queste risorse devono essere destinate perché si tratta di realtà strategiche per tutto il Paese ".
Non del tutto convinto il presidente della Comunità Montana Valle Brembana, Valeriano Bianchi: "La legge va bene, ma 200 milioni di euro per tutta la montagna italiana mi sembrano un po' pochi. Determinante sarà anche capire quali saranno i criteri per definire i paesi veramente montani".
"Questo DDL - evidenzia Alberto Mazzoleni, vicepresidente regionale e membro della giunta Nazionale Uncem e consigliere di Regione Lombardia - rappresenta una tappa fondamentale per l’equilibrio tra tutela e sviluppo delle nostre comunità montane. È indispensabile che sia accompagnato da una gestione operativa trasparente, da risorse adeguate e da una sinergia tra enti regionali, locali e nazionali".
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E' UNA LEGGE CHE PRENDE IN GIRO LE AUTONOMIE MONTANE SULLA GESTIONE URBANISTICA DEL TERRITORIO.
PERC HE' NON RIDANNO LA GESTIONE DEL TERRITORIO AI TERRITORI MONTANI COME PREVEDEVA LA PRECEDENTE LEGGE NAZIONALE.
I COMUNI MONTANI CON QUESTA LEGGE VENGONO DEFINITIVAMENTE ESAUTORATI
E DIVENTERANNO SUBALTERNI ALLA REGIONE. CI HANNO TOLTO L'AUTONOMIA URBANISTICA E FANNO DIVENTARE LE COMUNITA' MONTANE EROGATRICI DI SERVIZI E NON SOGGETTI DI PROGRAMMAZIONE URBANISTICA COME LO ERAVAMO.
ALLA FACCIA DI ROMA LADRONA - ORA SIAMO DIVENTATI MILANOCENTRICI ALLA FACCIA DELLE AUSPICATE AUTONOMIE DEI COMUNI E COMUNITA' MONTANE






