Siamo nel 1636, la miseria, la precarietà, la perdita di valori e speranze raggiunse l’alta Valle Brembana assumendo le sembianze di falsi preti, banditi e assassini travestiti da presbiteri e prelati.
Siamo nel 1636, la miseria, la precarietà, la perdita di valori e speranze raggiunse l’alta Valle Brembana assumendo le sembianze di falsi preti, banditi e assassini travestiti da presbiteri e prelati.
La Valle Brembana, da generazioni, guarda al fiume Brembo con sentimenti contrapposti: l’ammirazione e l’affetto si accompagnano al timore e alla prudenza.
Dal gelso di San Tomè al platano di Ponte Giurino, raggiungendo infine i maestosi faggi di Brumano: legni differenti, profili tuttavia complementari, al servizio di un itinerario, di un territorio, vestito a festa, bordato e orlato di fogliami ricamati.
Antico crocevia tra le valli Brembana e Imagna andiamo a riscoprire la sua evoluzione, anche in chiave di comunicazione viabilistica e di scambi commerciali con il nostro Luca Bugada.
Gioppino e Arlecchino si sfidano in un gioco comico tra Bergamo e Venezia... perché a Carnevale ogni scherzo vale!
La stalla quale piedistallo e fondamenta della stella, base necessaria per garantire stabilità e significanza: i luoghi del lavoro e dell’incontro, di una quotidiana frequentazione tra persone e animali.
La croce in cima al Resegone da un secolo continua ad accogliere viandanti, abbracciando idealmente l’intera provincia lecchese con quella orobica, offrendo un meraviglioso panorama prealpino.
Il primo gennaio 1912, oltre un secolo fa, prendeva corpo il sogno di un territorio intero: nasceva L’Alta Valle Brembana, il bollettino delle genti delle tre Vicarie.
Un profilo in parte misterioso, caratterizzato da una formazione poliedrica e in divenire, non priva di fertili contaminazioni, nonché da una personalità decisamente affascinante e non convenzionale.