Berbenno, manomesso l'escavatore per i lavori di messa in sicurezza: "Non ci fermiamo e non ci pieghiamo"

Un sabotaggio in piena regola, un atto intimidatorio che colpisce il cuore dei servizi pubblici del paese di Berbenno.
17 Febbraio 2026

Un sabotaggio in piena regola, un atto intimidatorio che colpisce il cuore dei servizi pubblici del paese di Berbenno. In via Kennedy, il cantiere per la messa in sicurezza della parete rocciosa (finanziato per 280 mila euro con fondi regionali), è stato bersaglio di un gravissimo attacco: è stato manomesso l’impianto elettrico e sono state tagliate le pompe idrauliche di un escavatore.

L'opera è stata deliberatamente colpita per bloccarne l'avanzamento. Un intervento strategico che qualcuno ha tentato di fermare con il metodo del danneggiamento mirato, nonostante l'importanza dei servizi per l'intera collettività. L'episodio, che supera i confini del vandalismo per configurarsi come un reato penale, sarà oggetto di una denuncia formale ai Carabinieri che l'impresa presenterà nella giornata di martedì.

Nonostante il danno tecnico e il tentativo di rallentare le operazioni, il Comune di Berbenno conferma che il programma non subirà passi indietro: “La messa in sicurezza della parete rocciosa resta una priorità assoluta, protetta da una linea di fermezza che non intende concedere spazio a chi agisce nell'ombra per condizionare le opere pubbliche”.

Il sindaco Manuel Locatelli ha reagito con estrema durezza all'accaduto, sottolineando la gravità di un gesto che mette a repentaglio la sicurezza degli operatori: “Lunedì, durante la ripresa dei lavori in via Kennedy, si è verificato un gravissimo e inaccettabile atto intimidatorio. Si tratta di un atto criminale che mette a rischio la sicurezza dei lavoratori e della collettività. Episodi di questo genere sono da condannare senza esitazioni e non possono trovare alcuna giustificazione.

Questi atti non fermeranno i lavori pubblici, né piegheranno la volontà di portare avanti un intervento necessario e dovuto. Chi pensa di bloccare opere pubbliche con l’intimidazione si sbaglia di grosso. La legalità e la sicurezza non si toccano. Credo nel confronto diretto e responsabile e ricordo che il mio ufficio è sempre aperto”.

L’amministrazione ribadisce che la porta del municipio resta l'unico luogo deputato al confronto e che nessun atto di forza potrà sostituirsi al dialogo civile. Mentre i tecnici hanno già ripristinato la funzionalità dei macchinari e fatto ripartire il cantiere, la comunità attende che le indagini facciano chiarezza su un episodio che ha scosso profondamente il clima di collaborazione necessario al bene del paese.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultime Notizie

X
X
linkcross