Cepino, il santo patrono torna a vegliare sulla frazione: il dono dalla comunità

Proprio a pochi giorni dal clou della Festa della Madonna della Cornabusa, martedì 9 settembre la comunità di Cepino, frazione di Sant'Omobono Terme, ha ritrovato uno dei suoi simboli più cari.
12 Settembre 2025

Proprio a pochi giorni dal clou della Festa della Madonna della Cornabusa, martedì 9 settembre la comunità di Cepino, frazione di Sant'Omobono Terme, ha ritrovato uno dei suoi simboli più cari: dopo diversi anni di attesa, la statua del santo patrono, San Bernardino, distrutta da un fulmine durante un violento temporale il 24 maggio del 2021, è stata sostituita con una nuova opera, riportando in cima alla chiesa parrocchiale quel punto di riferimento spirituale e identitario che protegge la sua comunità.

Realizzata in un materiale resistente alle intemperie e alle condizioni atmosferiche più avverse, l'opera pesa circa 8 quintali e mezzo. La nuova installazione è stata resa possibile grazie alla generosa offerta dei residenti di Cepino, che hanno voluto contribuire in modo concreto alla rinascita di un simbolo tanto caro alla comunità.

La ricollocazione di Sant’Bernardino non rappresenta solo un evento di carattere materiale, ma assume anche un profondo valore spirituale: è segno tangibile della fedeltà di una comunità che non dimentica le sue radici e continua a guardare al futuro con speranza, affidandosi all'intercessione del Santo.

"La bella statua di San Bernardino - spiega don Vinicio Carminati, parroco di Cepino e Selino Basso - è stata benedetta il 20 maggio, giorno della sua memoria liturgica, al termine del cammino di catechesi dei ragazzi. San Bernardino tiene in mano il vangelo e sul cuore è riprodotta l’Eucarestia (che sembra un sole) con la scritta IHS Iesus Hominum Salvator (cioè Gesù Salvatore degli Uomini): San Bernardino ci ricorda che il Vangelo e l’Eucarestia sono i due strumenti principali per conoscere l’amore di Dio, per nutrire la nostra fede e per rendere bella e umana la nostra vita.

La funzione del santo patrono - prosegue il parroco - è di agire come intercessore specifico presso Dio per una comunità o un gruppo di fedeli, che lo onora con devozione speciale, rappresentando anche un simbolo di identità e appartenenza per quella comunità.  La statua del patrono torna così a vegliare sulla piazza e sui suoi abitanti, diventando ancora una volta segno tangibile di identità, tradizione e speranza.

Voglio ringraziare tutte le persone che hanno donato per la realizzazione di questa opera; san Bernardino svetta sulla chiesa quasi come se fosse un dito puntato verso il Cielo! Dalla sua posizione veglia sui bambini e ragazzi della scuola e sull’Oratorio sottostante: a Lui affidiamo il compito di proteggerci e di richiamarci all’ascolto del Vangelo e all’incontro con Gesù nella messa domenicale".

la statua - La Voce delle Valli

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