È tornata visibile la targa marmorea dedicata a Simone Tasso (1478-1562), ovvero al responsabile del servizio postale a Milano lungo il Cinquecento e tra i più significativi esponenti della casata. Collocata nel capoluogo lombardo su una colonna alla destra dell’altare presso la chiesa di santa Maria della Passione (si trova in via Conservatorio, zona San Babila), venne coperta parzialmente da un quadro dedicato a don Bosco, fissato con una sostanza tipo colla e gesso.
Che fosse la lastra “giusta” era chiaro: già il libro di Tarcisio Bottani e Giorgio Migliavacca “Simone Tasso e le poste di Milano nel Rinascimento” del 2008, utilizzando antichi documenti, l'aveva ricostruita dal punto di vista del contenuto. Il dipinto copriva la parte centrale del reperto, lasciando scoperti in alto un’intitolazione e sotto l’inequivocabile stemma della famiglia.
Il Museo dei Tasso e della storia postale aveva interessato della situazione la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Milano. A una prima verifica si confermava la circostanza, ipotizzando che l'applicazione del quadro fosse intervenuta “in epoca storica non precisata, ma sicuramente successiva alla canonizzazione di san Giovanni Bosco del 1 aprile 1934”.
Qualche giorno fa la stessa Soprintendenza ha staccato il dipinto. Ora occorrerà provvedere alla pulizia e al restauro, togliendo le tracce della sostanza impiegata per applicarlo.
“La tomba di Simone Tasso - precisa lo studioso Tarcisio Bottani - era sotto il pavimento, proprio davanti a dove ora c'è la lapide. Inizialmente, essa e lo stemma erano collocati sul pavimento, sopra la tomba. Immagino che quando, a un certo punto, hanno rifatto pavimentazione, questi sono stati rimossi e posizionati sul pilastro. La tomba non so che fine abbia fatto, forse è ancora lì sotto”.







