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Covid sul lavoro, in Bergamasca le donne le più colpite ed esposte

Secondo gli ultimi dati INAIL, aggiornati a fine settembre, le donne sono le più colpite ed esposte al contagio, essendo anche le più impegnate nei settori a rischio.
6 Novembre 2020

“I numeri ci dicono come la pandemia abbia colpito duramente il territorio lombardo nei mesi passati, e che purtroppo ancora oggi ci troviamo a dover gestire una nuova emergenza anche se con più consapevolezza”.

Danilo Mazzola, segretario territoriale CISL Bergamo, legge i dati INAIL relativi agli infortuni sul lavoro legati al COVID, aggiornati alla fine di settembre, dai quali emerge come le donne siano le più colpite ed esposte al contagio, essendo anche le più impegnate nei settori a rischio.

Il tasso di mortalità nella provincia di Bergamo è stato il più alto della Lombardia con una incidenza del 28%, mentre per quanto riguarda le denunce da infortunio Bergamo e terza dopo Milano e Brescia.

Le tre provincie con il 60% delle denunce e una mortalità del 66% sono le più interessate. I settori più colpiti sono la sanità e l’assistenza sociale e le professioni ad esse collegate, con il 78 % delle denunce (quasi 15.000 lavoratori in Lombardia).

“L’importanza dell’essere vicini alle persone, mai come in questo momento diviene essenziale, viste anche le conseguenze che la malattia può aver lasciato sotto il profilo fisico e psicologico. Oggi - conclude Mazzola -, la nostra azione sindacale vede come priorità la salute e la sicurezza delle persone nei luoghi di lavoro. Solo così usciremo da un momento così difficile con responsabilità e sicuri di aver fatto tutto quello che era nella nostra disponibilità”.

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