CISL Bergamo: ''Priorità di vaccinazione alle cassiere'', il commercio dopo la sanità per decessi

Redazione 30/04/2021 0 commenti

Il settore del commercio rimane tra quelli maggiormente a rischio per il contagio di Covid 19. Ne è convinto Diego Lorenzi, segretario generale FISASCAT CISL Bergamo, dopo la lettura del Report nazionale ISTAT e degli esiti dell’inchiesta dei NAS (i carabinieri del nucleo antisofisticazioni), secondo cui i supermercati sarebbero luogo dove il virus si propaga con facilità, grazie alle “tracce presenti su pos, carrelli, casse, bilance e scaffali”.

Secondo il Report, il 26% delle denunce di infortunio sul lavoro in Lombardia sono da imputare al Covid. Nel terziario, i dati regionali parlano di quasi 3231 denunce solo tra gennaio e febbraio di quest’anno, in crescita rispetto al 2020.

Dopo quello sanitario, dunque, INAIL certifica che il commercio all’ingrosso e al dettaglio sarebbe al secondo posto per numero di decessi con il 13,2% del totale.

“L’incidenza dei contagi della “seconda ondata” della pandemia da Covid-19 – dice il sindacalista bergamasco - è più del doppio della prima soprattutto in ambito lavorativo. Da tempo chiediamo, inascoltati, che il personale del commercio al dettaglio, e soprattutto le cassiere, siano inserite tra le fasce per cui la necessità della vaccinazione diventi prioritaria”.

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L’indagine dei carabinieri ha infatti evidenziato che nel 18% dei casi i supermercati ( a livello nazionale), nonostante la corretta esecuzione delle operazioni di sanificazione degli ambienti e delle attrezzature, presenti evidenti segnali di presenza del virus. In altri casi, è stato evidenziato il mancato rispetto del numero massimo di presenze contemporanee all’interno dei locali, della distanza interpersonale durante gli acquisti e alle casse e malfunzionamento o l’assenza dei dispenser per la disinfezione delle mani.

“Il clamore suscitato dalle visite ispettive dei Nas in alcuni supermercati conferma la denuncia da sempre fatta dalla FISASCAT CISL rispetto alla necessità di non abbassare la guardia nei settori della distribuzione commerciale di generi alimentari e nei servizi che, sin dalla prima fase emergenziale, sono stati considerati alla stregua dei servizi essenziali”.

“Nel commercio dei generi alimentari in particolare – continua Lorenzi - si è vissuta una condizione estrema durante l’intero periodo in cui la pandemia ha dispiegato i suoi effetti sull’intera comunità nazionale ed è indubbio che vi siano dei soggetti imprenditoriali disinvolti, fortunatamente pochi, che non hanno rispettato le misure per il contenimento del contagio. Nella fase di progressiva riapertura inaugurata dal 26 aprile è di fondamentale importanza attenersi alla scrupolosa osservanza dei Protocolli aziendali contro il Covid-19, in molte realtà condivisi anche con le organizzazioni sindacali, come è ugualmente importante proseguire nelle attività di controllo, verifica e monitoraggio operate dai Comitati Aziendali laddove costituiti”.

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