Covid, ''in Europa i primi vaccini ad aprile, ma potrebbero non essere efficaci al 100%''

Redazione 28/10/2020 0 commenti

Mentre alcuni stati d'Europa si preparano ad un nuovo lockdown e in Italia si fa i conti con il più recente Dpcm firmato dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, nel mondo c'è la “corsa al vaccino” che dovrebbe garantire se non la completa scomparsa del Covid-19, almeno un suo rilevante rallentamento.

Ma quando arriverà questo vaccino? Numerosi sono gli scienziati al lavoro e fra i primi (e più promettenti) candidati vi è anche quello dell'Università di Oxford, prodotto dall'azienda biofarmaceutica AstraZeneca. L'Italia, secondo quanto affermato recentemente dal presidente dell'Irbm di Pomezia – l'azienda italiana che stra contribuendo al suo sviluppo – sarà fra i primi stati europei a ricevere 2 o 3 milioni delle prime 20-30 milioni di dosi, in distribuzione già nel mese di dicembre secondo quanto affermato anche dal premier Conte.

Ma Ursula Von der Leyen, presidente della Commissione Europea, sembrerebbe smentire tutto: “L'UE potrà contare dalle 20 alle 50 milioni di dosi di vaccino al mese, a partire da aprile” avrebbe affermato nel corso della conferenza stampa di presentazione del nuovo piano di coordinamento UE per il contrasto della seconda ondata.

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Il nodo, come sottolineato dalla Von der Leyen, sarebbe nel tempo richiesto per lo sviluppo di un vaccino efficace: “non è la soluzione miracolosa che cambia tutto da un giorno all'altro – ha spiegato, aggiungendo – la prima compagnia farmaceutica arriverà con un vaccino, che poi passerà i trial clinici necessari. Potrebbe volerci fino a fine anno perché una delle compagnie riesca ad andare in quella fase. Ma ci vorrà tempo, ed è importante comunicarlo con sufficiente anticipo, perché un vaccino venga testato in modo che si accerti che è efficace e sicuro”.

Con “efficace”, ha sottolineato Von der Leyen, si intende un'immunità al 100%, ma “potrebbe essere al 70% o anche meno, con la prima generazione di vaccini” ha spiegato. È doveroso precisare che l'efficacia dei vaccini attualmente disponibili per prevenire l'influenza è del 70-90% nei giovani adulti, ma è inferiore negli anziani e in quei soggetti il cui sistema immunitario è già debilitato, crollando anche al 30-70% in alcuni casi. In poche parole, “il vaccino non è l'evento miracoloso – ha concluso –. È la luce in fondo al tunnel, ma ci vorranno diversi passaggi prima che riusciamo a vedere la luce piena”.

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