Ripristino servizi ospedale S.Giovanni, ASST: ''La politica non è chiara, volumi troppo bassi''

Redazione 14/10/2020 0 commenti

In merito alle recenti richieste da parte dei sindaci della Valle Brembana di ripristinare tutti i servizi dell'Ospedale di San Giovanni Bianco arriva una risposta dura da parte del sindacato ANAAO ASSOMED di ASST Papa Giovanni XXIII, nella persona di Anna Paola Callegaro, segretario aziendale. 

Una missiva definitiva "sconcertante e vergognosa" in un post sulla pagina Facebook ufficiale del Comune di San Pellegrino, fra i più attivi e reattivi in questa "battaglia".

Ecco, di seguito, la lettera riportata per intero:

"Le infinite polemiche sull'Ospedale di San Giovanni Bianco e sulla presunta carenza di servizi, lamentata a gran voce dai sindaci dell'Alta Valle, pongono per l'ennesima volta il problema dell'incapacità politica di parlare chiaramente. Certamente non saranno i medici e i dirigenti sanitari pubblici a sostituirsi agli amministratori, ma il nostro punto di vista può servire a chi, pur incapace sinora di ascoltare i tecnici e di andare al di là della logica puramente elettorale, deve decidere il futuro della sanità brembana e non solo.

Ovviamente il decisore politico finale è la Regione, che però è sempre stata più sensibile ai voti e ai sindaci di quanto non lo sia mai stata nei confronti di chi deve garantire il diritto costituzionale alla salute. Diritto che va garantito secondo criteri e parametri dettati dalla moderna scienza medica, che non può essere quella su cui sono stati modellati gli ospedali degli anni '60 e '70, quando gli investimenti tecnologici e professionali erano infinitamente inferiori a quelli necessari oggi per garantire uguali e migliori risultati.

Premesso tutto ciò l'ospedale della Valle Brembana è attualmente sicuro per quanto riguarda il Pronto Soccorso e l'Emergenza/Urgenza proprio perché è strettamente collegato con il Papa Giovanni, che anche prima di fondersi con esso nell'attuale ASST ne era il punto di riferimento a differenza di Treviglio, troppo lontano e sfornito di elevate specialità. Il percorso non è però ancora completato: la sicurezza totale l'avremo quando si prenderà atto che un Pronto Soccorso così vicino a un grande ospedale non ha ragione d'essere con volumi così bassi. Dal momento che i sindaci fanno riferimento al Decreto Ministeriale 70/2015, ricordiamo che nessuno dei requisiti posseduti dall'ospedale vallare è riconducibile al cosiddetto presidio ospedaliero di base: non la popolazione, non i volumi, non gli accessi al Pronto Soccorso. Strano davvero che i sindaci abbiano dimenticato questi dati. Pertanto a rigore di norma nazionale l'ospedale di San Giovanni Bianco potrebbe essere a tutti gli effetti un Presidio ospedaliero in zona particolarmente disagiata

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Peccato che tale tipologia di presidio è prevista nel decreto esclusivamente per "zone particolarmente disagiate, distanti più di 90 minuti dai centri hub o spoke di riferimento" e certamente nessun comune dell'Alta Valle è così distante, in termini di trasporto sanitario organizzato e urgente, da Bergamo. Quindi a ben vedere non esiste un supporto teorico e scientifico a mantenere un ospedale per acuti in Valle Brembana

Situazioni di questo tipo sono frequenti in Lombardia e certamente i medici soffrono le difficoltà a garantire standard adeguati in assenza di volumi e organici adeguati. Ma mentre gli organici sono in teoria aumentabili, posto che vi sia qualcuno che voglia lavorare in luoghi così insicuri per pazienti e operatori, resta il fatto che i volumi non si danno da soli. Una delle tante prove di questo è la continua fuga di medici verso altri lavori meno impegnativi e pericolosi. Ricordiamo che abbiamo già sottolineato come l'Ospedale Papa Giovanni sia in difficoltà a garantire i servizi a San Giovanni Bianco e alcuni medici hanno lasciato il lavoro proprio per evitare di salire lassù.

Altra dimostrazione è la decina e più di bandi per reclutare personale medico per la Medicina Interna andati a vuoto. Polemiche interne e proteste non mancano da anni a Bergamo quando si tratta di coprire turni a San Giovanni Bianco. Nessuno, in assenza di incentivi più volte chiesti e mai accettati, ha il diritto di biasimare queste scelte professionali: i medici, come tutti i professionisti, chiedono di lavorare in sicurezza.

Occorre quindi fare molta attenzione prima di rivendicare servizi ingestibili con sicurezza in certi ospedali e non bisogna spacciare appunto per sicurezza per i cittadini l'ospedale sotto casa, come abbiamo più volte ribadito in questi mesi. Inutile riempirsi la bocca di affermazioni quali rinforzo del territorio quando si scambia questo rinforzo con il mantenimento di ospedali che non hanno più ragion d'essere. Il territorio si rinforza con ambulatori specialistici diffusi, presidi per subacuti, riabilitazioni, capillare distribuzione di infermieri di comunità e lavoro in team con i medici di medicina generale. In una parola efficienti e diffusi Presidi Ospedalieri Territoriali.

Ciò di cui non si vuole parlare nelle stanze di sindaci, assessori e consiglieri regionali e nei consigli comuninali e regionale. Chiedendo ai medici di fare ciò che la politica non vuole o non sa fare: rendere il sistema adatto alle attuali esigenze della popolazione e agli standard internazionali".

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