Custode e anima del Percorso Vita per 21 anni, Elvezio Mazzucotelli saluta il suo Grizzly

21 anni alla guida del percorso vita, un pezzo di Valle Imagna che Elvezio ha trasformato in una casa per tutti. P.S. Niente orsi in libertà al percorso vita, è solo un fotomontaggio.
2 Gennaio 2026

Nei giorni scorsi, la notizia che la Comunità Montana Valle Imagna è alla ricerca di un nuovo gestore per il Percorso Vita che prenda il testimone lasciato, dopo 21 anni, dallo storico "custode" Elvezio Mazzucotelli. Ma la storia del Percorso Vita - un tracciato naturalistico di 3km lungo il torrente Imagna tra i Comuni di Sant'Omobono, Rota d'Imagna, Corna Imagna e Locatello, con diverse strutture sportive e aree attrezzate - non è fatta solo di delibere e sentieri, ma è intessuta profondamente con la vita di Elvezio Mazzucotelli e della sua famiglia. Sì, perché se in Valle Imagna parli di Percorso Vita il collegamento ad Elvezio viene del tutto automatico.

Tutto ebbe inizio negli anni in cui la Valle Imagna vedeva nascere i suoi campi sportivi sotto la presidenza della Comunità Montana di Gentile Locatelli; allora l’area venne affidata al CAI Valle Imagna, ma la vera svolta arrivò nel 2004: Elvezio Mazzucotelli, che in quel momento si trovava senza un’occupazione, decise di rimboccarsi le maniche e accettare la sfida della gestione. Non fu solo un lavoro, ma l'inizio di una missione: “Ero in disoccupazione e ho accettato di gestire il percorso tramite il CAI, ma fin da subito ho capito che c'era tantissimo da fare”, ricorda oggi Mazzucotelli, che con la sua indole da tuttofare divenne presto l'anima del luogo.

Erano tempi pionieristici, in cui le comodità attuali erano un miraggio e persino le necessità più elementari rappresentavano un problema. “Ai tempi non c’erano nemmeno i bagni, la gente andava nel prato a fare i bisogni”, racconta Elvezio senza mezzi termini, spiegando come proprio quella situazione lo spinse a farsi promotore di una raccolta firme per ottenere il container che ha servito i cittadini fino a quest'anno.

Con la stessa concretezza, per ripararsi dal freddo delle serate montane, costruì con le sue mani una casetta con porticato, diventata nel tempo un simbolo di accoglienza: l'iconico chiosco Grizzly. Ma il suo ruolo era anche quello di un custode rigoroso, pronto a lottare contro l'inciviltà di chi tentava di entrare nel percorso in macchina da Brancilione o di chi abbandonava l'immondizia nel verde: “Dovevo stare sempre all'occhio per tenere ordine e assicurarmi che le regole venissero rispettate, perché quel posto andava difeso”.

Oggi, guardando indietro ai ventuno anni trascorsi con l'insostituibile aiuto della moglie Rosanna, il sentimento dominante è la soddisfazione di chi sa di aver lasciato un segno indelebile: “Siamo felici perché sentiamo di aver dato una figura, un’identità, a questo luogo”, dicono insieme con orgoglio. È grazie a questa costanza se oggi il percorso vita è un punto di riferimento conosciuto e amato, una meta fissa per le famiglie della domenica e per chi cerca un momento di festa nell'area barbecue. Elvezio e Rosanna hanno trasformato un pezzo di valle in una casa per tutti, dimostrando che con il lavoro e la passione si può davvero cambiare il volto di un territorio.

the river experience percorso vitae censored - La Voce delle Valli

percorso vita - La Voce delle Valli

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