Un momento per imparare, rilassarsi ed esplorare l’arte con l’aiuto di esperti. È questa l’iniziativa portata avanti da un anno da Cartorlandini, storica attività di Zogno che oggi mira anche a diventare un centro di aggregazione per chi è curioso verso l’arte e la manualità.
Ce lo racconta Lorenza Orlandini, titolare del negozio. “L’attività è sicuramente cambiata dal ‘64 ad oggi, da quando mio padre ha aperto come concessionario Olivetti, aggiungendo poi la cartolibreria come complemento. Nel 2000 io e mio fratello Giovanni abbiamo creato un negozio unico che oggi è arrivato a includere servizi, adesivi, stampe e firma digitale”.
Fino ad arrivare ad aprire il negozio ad attività diverse. “A tutto questo, circa un anno fa, abbiamo abbinato dei corsi, proponendo attività a tante persone diverse. Così, sabato mattina il negozio diventa luogo di ritrovo: chiamiamo specialisti, ad esempio una calligrafa, una maestra di zentangle per disegnare… e ogni sabato chi viene propone qualcosa, un corso che riguarda una tecnica specifica. Abbiamo avuto una professionista che ha spiegato e fatto praticare l’acquerello, abbiamo riscontrato un buon successo e c'è stata richiesta di un corso specificatamente dedicato al disegno con acquerello del viso - spiega Lorenza - Collaboriamo anche con una persona qualificata che offre corsi a adulti e bambini su un metodo naturale che propone il risveglio della natura: è un modo per fare gruppo, esporsi e ritagliarsi un paio di ore per sé stessi e creare un confronto con gli altri”.
Si torna quindi al tema dell’evoluzione di quella che non è più solo un’attività commerciale, “È bello vedere l'evoluzione del negozio, certo vendiamo prodotti, ma fa piacere essere utili e un punto di riferimento culturale, di ritrovo, attraverso laboratori che hanno attratto gente anche da Milano da un anno a questa parte”. L’obiettivo è chiaro: “Vogliamo dare a tutti la possibilità di esporre la propria creatività, lavorando in libertà e permettendo di avvicinarsi all'arte senza freni o barriere” spiega Lorenza.
Una missione raggiunta durante i corsi già proposti. “Posso dire che abbiamo tante persone diverse che vogliono ritagliarsi del tempo, riuscendo a creare qualcosa e a trovare un momento di socialità che fa sempre bene. Io sono molto contenta di questo progetto, Daniela, la mia dipendente, mi ha aiutato e si è presa in carico l'operazione, soprattutto l’organizzazione”.
È importante quindi l’aspetto sociale: “Si tratta di riuscire ad attrarre gli altri, ad avere il coraggio di proporre per catalizzare l'energia che c'è nelle persone. Purtroppo, da noi queste occasioni non sempre ci sono, questo ci ha spinti ad intervenire. È bello che il negozio diventi qualcos’altro, è il nostro futuro, far trovare quell'umanità che oggi manca e che è una parte fondamentale delle esperienze che restano e lasciano il segno”.






