Dal 6 al 22 febbraio i riflettori dei XXV Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026 si sono accesi su piste e palazzetti tra Lombardia e Veneto. Accanto agli atleti, però, hanno lavorato oltre 1.500 volontari dell’Associazione Nazionale Alpini (ANA), impegnati nel supporto logistico e operativo.
Tra loro anche due giovani del Gruppo Alpini Almenno San Bartolomeo: Luca Alberto, 18 anni di Palazzago, e Leonardo Vanotti, 19enne di Almenno San Bartolomeo (in foto copertina), che hanno vissuto l’Olimpiade in prima linea, tra responsabilità, emozioni e incontri ravvicinati con i campioni.
Luca Alberto ha prestato servizio dal 4 all’11 febbraio alla caserma degli Alpini di Brunico, in Trentino Alto Adige, con il 6° Reggimento Alpini. Il suo incarico operativo si è svolto all’Arena Biathlon di Unter Selva di Sopra, dove si disputavano le gare di sci di fondo e tiro: "La mia mansione principale era garantire la sicurezza sulle piste - racconta. - Se un atleta si sentiva male dovevo avvisare via radio il medico, mettere in sicurezza l’arma se presente e attendere l’arrivo dei soccorsi". Un ruolo delicato, svolto a pochi metri dai protagonisti olimpici.
L’esperienza lo ha segnato soprattutto dal punto di vista umano: "Ho avuto modo di parlare con la campionessa olimpica Lisa Vitozzi ed è stato surreale. Essere faccia a faccia con atleti di questo livello fa un certo effetto".
Per Luca la scelta di partecipare è nata dal desiderio di mettersi alla prova e offrire un servizio alla comunità in un evento di portata mondiale: "Volevo vivere l’esperienza della caserma e dare una mano. In camera ero con cinque ex Alpini che avevano partecipato alla NAIA: in pochissimi giorni è nata una bella amicizia".
E aggiunge un dettaglio curioso: "Molti atleti stranieri chiedevano di fare foto con noi Alpini, soprattutto per il cappello con la penna nera. Per loro era qualcosa di unico". Anche Leonardo Vanotti è stato impegnato fin dai primi giorni dei Giochi, principalmente a Milano. Giovane istruttore del Campo Scuola Alpini di Almenno San Bartolomeo, come Luca, ha aderito subito quando gli è stata proposta l’opportunità di partecipare al percorso di formazione per volontari: "Non avevo mai fatto volontariato al di fuori del Campo Alpini - spiega. - Quando mi hanno proposto questa esperienza ho accettato senza esitazioni".
Inizialmente assegnato ai controlli accessi, Leonardo ha presto assunto un ruolo di supporto in segreteria, affiancando il capoturno e fungendo da collegamento tra Esercito e volontari: "Dal 4 al 22 febbraio mi sono occupato soprattutto di attività di segreteria, ma ho prestato servizio anche sui campi di gara".
È stato a Rho per il pattinaggio di velocità, dove si occupava degli accessi a pochi metri dagli atleti, ad Assago come “field of play” per la sistemazione delle protezioni a bordo pista e nell’area di Santa Giulia, contribuendo alla gestione degli ingressi.
"Vedere allenarsi campioni olimpici a pochi passi da te è un’emozione difficile da descrivere. Sembrava quasi irreale" - racconta. Per il giovane almennese l’esperienza ha avuto soprattutto un valore umano: "Stare a contatto con volontari e militari mi ha insegnato a relazionarmi meglio con le persone, a capire i bisogni e a risolvere i problemi. Cambiava la divisa, ma lo spirito era lo stesso".







